1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Bond sovrani. La scommessa dell’Argentina, che emette titolo a 100 anni

Queste obbligazioni sono spesso “particolarmente attraenti agli occhi di compagnie di assicurazione e fondi pensione che puntano su ritorni di lungo periodo”

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’Argentina ha venduto un bond con scadenza a 100 anni un anno dopo circa aver detto la parola fine alla disputa legata al suo default da $95 miliardi. Con l’emissione di questo bond, avvenuta per un valore di $2,75 miliardi, Buenos Aires si unisce ad altri paesi che hanno deciso di emettere titoli di stato con scadenza a 100 anni, come il Messico, l’Irlanda e il Regno Unito.

Bond argentini a 100 anni: a chi convengono?

Come fa notare Bloomberg, tali bond sono spesso “particolarmente attraenti agli occhi di compagnie di assicurazione e fondi pensione che puntano su ritorni di lungo periodo. Dal canto suo l’Argentina sta sfruttando il contesto di tassi di interesse storicamente bassi (a livello mondiale) per finanziare il proprio budget e rimborsare i debiti che scadranno nei prossimi anni”.

I titoli di stato sono stati venduti a 90 centesimi di dollaro, a fronte di rendimenti potenziali pari all’8,25%, stando a quanto riferito dal Ministero del Tesoro del paese a Reuters. Una fonte interpellata da Bloomberg ha affermato che il collocamento è avvenuto al rendimento del 7,917%.

Bond argentini a 100 anni sono quelli che rendono di più

Stando ai dati compilati da Bloomberg – che escludono i bond perpetui – i rendimenti offerti dal bond argentino sono più alti rispetto a tutti quelli dei debiti governativi e-o corporate che scadono tra 80 anni o più e che al momento vengono scambiati sul mercato.

Al secondo posto nella classifica figurano i bond a scadenza nel 2115 che sono stati emessi da una divisione del colosso petrolifero statale brasiliano Petrobras, e che rendono il 7,79%.

A dispetto delle preoccupazioni dell’Fmi sulla fuga di capitali che potrebbe emergere in alcune aree proprio a causa delle politiche monetarie meno accomodanti di Fed, Bce e altre banche centrali mondiali, il collocamento del bond argentino arriva in un momento in cui i money managers stanno scommettendo sui fondi dei mercati emergenti. Tanto che i flussi si sono diretti in questi fondi per 20 settimane consecutive, per un valore di $38,6 miliardi.

E’ rally dei bond emergenti. Ecco perchè

Il rally riguarda l’intero 2017 ed è alimentato dal miglioramento dell’outlook economico di alcune economie, che ha indotto diversi gestori di fondi a riporre maggior fiducia sulla capacità degli asset ad alto rendimento di resistere all’impatto delle strette monetarie della Fed. Anzi, secondo Guido Chamorro, senior investment manager presso Pictet Asset Management Limited di Londra, l’Argentina sta traendo beneficio proprio dalla forte domanda di bond che presentano rendimenti più elevati, in un mercato globale dove i debiti sovrani dei paesi avanzati assistono all’era dei tassi a zero. Secondo Chamorro la vendita di un titolo di stato a 100 anni potrebbe far parte anzi di una strategia del paese, volta a raccogliere l’attenzione degli investitori. Tuttavia alcuni investitori non hanno nascosto la loro preoccupazione, affermando che i rendimenti proposti sono troppo bassi, se si considera che il paese ha una lunga storia di default.

Bond argentini a 100 anni: chi li sta acquistando?

Bloomberg ricorda che l’Argentina ha fatto default 7 volte negli ultimi 200 anni e 3 volte negli ultimi 23 anni.

Allo stesso tempo, nell’annunciare il collocamento dei bond, alcuni analisti interpellati affermano che l’Argentina non si sarebbe mai azzardata a spingersi così tanto, senza sapere che c’erano già alcuni investitori interessati.

Alejo Costa, responsabile strategist presso BTG Pactual a Buenos Aires, ha commentato a tal proposito che “sicuramente, dietro, ci saranno alcuni grandi operatori di mercato”. E tra l’altro, ha continuato Costa: “se sei un investitore che ha una view positiva sull’Argentina, quello che cerchi è la duration”.

A fronte dell’emissione dei titoli a 100 anni per un valore di $2,75 miliardi, gli ordini arrivati dagli investitori sono ammontati a $9,75 miliardi.

Bond Matusalemme: e in Italia?

E in Italia? Dei bond Matusalemme occhio all’annuncio del Tesoro e alle recenti dichiarazioni di Vincenzo Boccia, numero uno di Confindustria, che ha sottolineato la necessità di “abbassare rapidamente la montagna del debito pubblico attraverso privatizzazioni e dismissioni di immobili pubblici e utilizzare strumenti – come i Matusalem bond – che lo rendano più sostenibile”.

All’inizio di ottobre del 2016 il Tesoro ha poi emesso per la prima volta il Btp a 50 anni, collocato per un importo pari a 5 miliardi di euro, a fronte di un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,850%. Forti le richieste, che sono arrivate soprattutto dall’estero.