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Bond retail, dopo Eni potrebbe essere il turno di Enel e Telecom Italia

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Il successo del bond retail di Eni, con richieste superiori a 5,8 miliardi di euro, dovrebbe aprire a breve la strada a emissioni simili da altri colossi del Belpaese. Eni ha aperto il mercato in Italia, così come Edf ha fatto lo stesso in Francia. E i piccoli risparmiatori, accorrendo in massa alla sottoscrizione di tali prestiti, hanno sostanzialmente confermato un trend ben visibile da tempo sul fronte degli investitori istituzionali: c’è una corsa alle obbligazioni emesse da aziende. Enel sta chiudendo in questi giorni l’aumento di capitale di 8 miliardi, ma starebbe già valutando la possibilità di una consistente emissione obbligazionaria da destinare al mercato retail, ma l’operazione – da quanto si apprende – non dovrebbe essere annunciata prima dell’inizio del prossimo anno. Ma anche Telecom Italia, secondo indiscrezioni, starebbe facendo ragionamenti sulla possibilità di emettere un bond retail. In quest’ultimo caso, però, i tempi non sarebbero strettissimi: il gruppo guidato da Franco Bernabè ha da poco emesso un bond complessivo di due miliardi in America riservato a investitori istituzionali. Risorse che coprirebbero tutte le scadenze fino al 2012.