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Bond, Rendimenti negativi per 9mila miliardi di titoli governativi in dollari Usa

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La grande novità nella storia delle obbligazioni è che attualmente oltre 9 mila miliardi di obbligazioni governative in dollari USA presentano rendimenti inferiori a zero. Negli ultimi 5.000 anni né la guerra, né la depressione, né tanto meno la persistente deflazione avevano spinto i rendimenti obbligazionari in territorio negativo. E, passando dalle misure convenzionali a quelle non convenzionali, la politica monetaria delle Banche centrali si è quindi avventurata in un terreno inesplorato. Bank of England, Bce e Bank of Japan nei mesi scorsi hanno adottato una linea ancora più accomodante e tagliato i tassi di riferimento e, visti la debolezza e il tendenziale rallentamento della crescita mondiale, non si escludono nel prossimo futuro ulteriori misure di stimolo.

Interventi di politica fiscale all’orizzonte
Sui mercati i costi delle coperture contro un’eventuale flessione dei corsi azionari si sono nettamente ridotti e l’Indice della volatilità (VIX) si attesta attorno ai livelli di inizio 2007, ovvero prima della crisi finanziaria. “In quel periodo le Banche Centrali facevano ricorso essenzialmente a strumenti “convenzionali”, mentre ora puntano su misure “non ortodosse”, dice Stefan Scheurer, Vice President Global Capital Markett di Allianz Global Investors – Tuttavia, a fronte di tassi bassi o negativi cresce la necessità di interventi di politica fiscale”. Il Giappone, aggiunge lo strategist, ha già presentato un pacchetto fiscale, mentre nel Regno Unito il governo potrebbe revocare il programma di contenimento dei costi in seguito all’esito del referendum sulla Brexit. Quanto agli Usa, dovrebbero adottare una politica finanziaria più accomodante nel 2017, indipendentemente dal risultato delle elezioni presidenziali del prossimo autunno, mentre nell’area euro l’interpretazione dei vincoli posti dal patto di stabilità e crescita sta diventando più flessibile.
 
Helicopter money?
Il passo successivo sarà il famoso “helicopter money”? “Il dibattito si fa sempre più acceso in quanto si tratta del finanziamento diretto della spesa pubblica da parte della Banca Centrale – risponde Scheurer – Il Giappone però è già sulla buona strada. A prescindere dall’helicopter money, la politica fiscale sembra comunque più espansiva e pertanto i confini tra politica monetaria e fiscale sono sempre più labili“.
 
Meglio l’equity
Per lo strategist di Allianz l’attuale contesto di mercato appare però favorevole alle obbligazioni governative, anche se il netto peggioramento del profilo di rischio/rendimento potrebbe accrescere il rischio di potenziali battute d’arresto. Da tempo infatti si è passati da “rendimenti senza rischi” a “rischi senza rendimenti”. “In ogni caso le azioni dovrebbero continuare a essere preferite alle obbligazioni nel lungo periodo, nonostante la presenza di alcuni fattori negativi che potrebbero causare un incremento della volatilità“, conclude Scheurer.