Bond: quali emissioni obbligazionarie da tenere sott'occhio in questa settimana?

Inviato da Redazione il Lun, 12/03/2012 - 10:34

Tutto bene? Si direbbe di sì, dopo l'approvazione della ristrutturazione del debito greco e le incursioni sotto livello 300 da parte dello "spread" italiano rispetto al Bund tedesco. Ma le crepe ci sono. Lo swap obbligazionario di Atene non poteva finire diversamente e solo gli incauti consigliavano ipotesi differenti. L'insolvenza parziale risolve i problemi più gravi e immediati, ma lascia sullo sfondo un quadro preoccupante, con il timore che la stessa tattica possa essere ripresa da altri Paesi in difficoltà. La Grecia e l'Europa ne escono con le ossa rappezzate e il sistema obbligazionario perde ancor più credibilità, dopo troppe vicende in cui l'emittente spadroneggia e l'investitore porta a casa solo qualche briciola. Fra l'altro nelle ultime ore agenzie di stampa americane hanno riportato notizie che nel  cosiddetto grey market (mercato grigio, scambi non ufficiali)  i nuovi bond greci trentennali, emessi da oggi, sono stati scambiati a prezzi del 20% rispetto al nominale. La maratona greca è destinata quindi a durare ancora per tanto tempo.

 
In Italia le crepe si chiamano politica e i mercati internazionali tremano al solo sentire parlare di possibili elezioni. Quindi teniamoci stretto lo spread a 300, ma - per i piccoli e medi investitori - le scorrerie sui nostri titoli di Stato cominciano a non esser più convenienti e c'è da chiedersi se non sia il caso di monetizzare le plusvalenze realizzate.

Titoli online - Parte il 19 marzo il primo collocamento diretto sul Mot di Borsa Italiana - senza asta - di un Btp, denominato Italia, e più precisamente di tipo "inflation". Potrà essere acquistato online con un taglio minimo di 1000 euro. Non si conoscono ancora i dettagli tecnici, ma si sa che sarà riconosciuto un premio fedeltà del 4per mille a chi lo deterrà fino alla scadenza (26/3/2016).

Bancari da ExtraMot - Vengono quotate da martedì 13 sull'ExtraMot delle obbligazioni di cui abbiamo già scritto nelle settimane passate: in particolare si tratta della MPS 4,5% con scadenza 7/3/2014 (Isin XS0754795739) e della Unicredit 4,875%, con scadenza 7/3/2017 (Isin XS0754588787). Dall'8 marzo è anche disponibile la Lloyds Tsb Bank 4,625% con scadenza 2/2/2017 (Isin XS0740795041). Tutte e tre sono in euro.
 

Nuove emissioni da comprare

In una settimana dominata dalle notizie sulla Grecia, le emissioni sono state messe in secondo piano, con grande risalto tuttavia per quella della tedesca MAN, costruttrice di camion e ormai appartenente al gruppo Volkswagen, dalla cedola del 2,125%, termine 2017 e prezzo di sottoscrizione 99,677 (Isin XS0756457833). Presenta un indiscutibile vantaggio: il taglio minimo di 1000 euro. Ha senso acquistare una corporate con una resa equivalente a quella di un titolo di Stato tripla A (tanto per fare un nome, la stessa Germania) e che, fra l'altro, sul secondario è passato in giro di poche ore a oltre 101 (con rendimento a scadenza dell'1,9% lordo)? Proprio quest'ultimo fatto preoccupa non poco e fa sorgere una domanda: quali logiche stanno muovendo il mercato? Questa spasmodica ricerca di "quality" nasconde qualcosa? E' vero che MAN SE è tedesca, leader in settori tecnologici e collegata a VW, ma è pur sempre un produttore di camion, settore in forte difficoltà per la crisi attuale! Un gestore da noi interpellato ha fatto presente come la società abbia sul mercato due altri bond, con rendimenti attuali dell'1,25% nella scadenza 2013 e dell'1,91% in quella 2016. Tutti questi fatti ci portano a inserire l'emissione MAN nella categoria da comprare. Pur con mille dubbi...

Molto più audace è la scelta di collocare nella stessa categoria un'altra nuova emissione, della belga Vemedia Pharma. E' una rarità, con una cedola del 9%, dall'importo globale marginale (solo 20 milioni di euro). Ha una scadenza a 5 anni, un lotto minimo di 50.000 euro, una clausola di subordinazione, nessun rating e la facoltà di rimborso alla pari a ogni stacco di cedola. E' una sfida davanti a un mercato che si mette in coda per comprare un bond  MAN dal rendimento dell'1,9% lordo. Il settore di attività di Vemedia risulta fra i più avanzati, trattandosi di un'azienda che opera nei campi dell'automedicazione e di particolari farmaci, con un fatturato di 66 milioni di euro. Un vero high yield europeo, ma anche un esempio di quello che dovrebbe essere il mercato dei bond, una sana ricerca di capitali adeguatamente remunerati.

Un certo interesse l'ha raccolto anche l'emissione del gruppo francese Areva, specializzato in energia e soprattutto in campo nucleare. Di recente è stato coinvolto in una discutibile acquisizione, sborsando 2,5 miliardi di dollari per una start-up nell'uranio, poi dimostratasi un bluff. Ma Areva ha le spalle molto solide e il suo nuovo bond, con cedola 4,625%, scadenza 2017, lotto minimo di 100.000 euro e prezzo di emissione di 99,137 (Isin FR0011125442), merita l'attrattiva suscitata come dimostra il fatto che sul secondario, nelle prime quotazioni, abbia segnato un leggero rialzo fino oltre 100. Il rating di Standard & Poor's è BBB-  e l'obbligazione sarà quotata sui mercati regolamentati.
 

Nuove emissioni da monitorare

In un quadro certamente povero di tassi variabili, sorprendono due emissioni con coupon significativi di questo tipo. Una è in dollari Usa e viene niente di meno che da Bank of America: 3 mesi Libor + 285 b.p., ma su una scadenza media del 2017, che potrebbe far beneficiare di un rialzo dei tassi nella fase finale. L'altra è di Amer

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