I bond in balia dei dati macro- economici (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Mer, 10/08/2005 - 11:07
Secondo Christel Rendu de Lint - Fixed Income Fund Manager, Pictet Asset Management- , i dati macro- economici statunitensi fotografano una situazione che non è stata ancora assorbita dai prezzi dei bond. E il calo dei Treasury potrebbe essere molto più intenso.

Christel Rendu de Lint ritiene che il sensibile calo dei rendimenti obbligazionari registrato nel periodo che va dal 1° marzo al 30 giugno, debba essere imputato alle preoccupazioni degli investitori per le prospettive del global growth outlook. I dati diffusi in aprile avevano dimostrato che la crescita dell'economia statunitense - pur mantenendosi robusta - aveva abbandonato i ritmi sostenuti del primo trimestre. Le domande che si ponevano gli investitori in bond erano: di quanto decelererà la crescita Usa?; la Fed continuerà a mantenere inalterata l'intensità della sua politica monetaria restrittiva? Nel Vecchio Continente, il quesito fondamentale era: può andare peggio di così? Sull'onda emotiva di queste preoccupazioni, il rendimento del Treasury bond decennale ha toccato un minimo storico del 3,9% ( -0,75%) e il rendimento del bund tedesco è sceso fino al 3,1% (-0,7%) alla fine di giugno. Lo scenario del secondo trimestre del 2005 è stato completato dall'ampliamento degli spread tra government e corporate bond a causa dei tagli all'affidabilità creditizia che hanno colpito General Motors e Ford, e da un sensibile aumento della volatilità in tutto il comparto obbligazionario.

Attualmente, i timori manifestati dagli investitori si sono sciolti come neve al sole. Fatta eccezione per il numero di nuovi occupati, i dati che fotografano la salute dell'economia statunitense hanno sorpreso per la loro forza. L'ISM manufacturing, l'indicatore ciclico per eccellenza, ha fatto registrare in luglio il primo consistente balzo in avanti dal terzo trimestre del 2003. Anche nei paesi dell'area Euro, il manufacturing PMI è cresciuto in luglio dopo sei mesi di continui deterioramenti. Le vendite al dettaglio Usa sono cresciute del 6% durante il secondo trimestre ( il tasso di crescita più intenso dal terzo trimestre del 2003). 'Il trend ha bisogno di ulteriori dati per trovare conferma ', sostiene Rendu de Lint, ' ma le variabili a disposizione indicano che stanno cambiando molte cose sul fronte obbligazionario '.

Secondo il manager di Pictet, i dati macro fotografano una situazione che non è stata ancora assorbita dai prezzi dei bond. 'Il picco della crescita è ormai alle nostre spalle ', sottolinea il gestore, 'ma il rallentamento appare limitato e le economie industrializzate sembrano pronte a premere nuovamente sull'acceleratore'. La lieve inversione di tendenza manifestata dall'economia dell'area Euro, è stata sufficiente a far rialzare la testa ai rendimenti delle obbligazioni. Rendu de Lint individua la causa principale di tale reazione nell'eccessivo pessimismo che ha permeato gli ultimi commenti della Bce e del FMI sulle prospettive future dell'economia dell'UE.

L'inversione di tendenza in atto sui mercati obbligazionari ha determinato un rialzo dei rendimenti pari a 30 basis point per il Treasury bond decennale e di 12 basis point per il Bund tedesco. Secondo il manager di Pictet, la correzione dei bond potrebbe essere molto più intensa. L'economia Usa sembra solida e la Fed continuerà a praticare la sua politica monetaria restrittiva. ' I dati macro ci fanno pensare che siano cresciute sia le probabilità che la Fed porti i tassi sui Fed Funds fino al 4% entro la fine dell'anno', sottolinea il manager, ' sia quelle di assistere ad una correzione dei prezzi dei Treasury'. Per quanto riguarda i government bond dell'area euro, l'esperto sostiene che i non esaltanti dati macro- economici rendono più difficile la formulazione di previsioni. Tuttavia, il gestore individua alcuni punti sui quali sviluppare un'analisi: l'improbabilità di un taglio dei tassi operato dalla Bce entro la fine dell'anno, un ritorno alla correlazione diretta tra andamento dei rendimenti obbligazionari di lungo periodo Usa e rendimenti UE. A cura di www.fondionline.it


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