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Bond: fase correttiva in attesa della Fed, rendimenti in rialzo per Treasury e Btp

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L’imminente rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, che dovrebbe concretizzarsi nella riunione del 16 dicembre, ha fatto scattare le vendite sui titoli di Stato. Una fase correttiva partita dagli Stati Uniti e che ha raggiunto la Zona Euro, dove i tassi dei bond governativi erano sempre più compressi complice l’attesa per il potenziamento del quantitative easing da parte della Bce. Se da una parte la Banca centrale Usa dovrebbe dare il via alla stretta monetaria, supportata dagli ultimi dati sul mercato del lavoro, dall’altra sempre a dicembre l’Eurotower dovrebbe spiegare i dettagli del QE2 e tagliare i tassi sui depositi bancari, già negativi dello 0,2 per cento. 
La fase correttiva è partita venerdì dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro Usa. A ottobre negli Stati Uniti sono stati creati 271 mila nuovi posti di lavoro, oltre le attese degli analisti che erano pari a 185 mila posti, mentre la disoccupazione è scesa al 5%. Dopo i dati il dollaro ha avuto un’accelerazione rialzista con il cambio euro/dollaro sceso sotto 1,08, ai minimi degli ultimi sei mesi. Movimento al rialzo anche per il rendimento del Treasury decennale, schizzato al 2,33% sui livelli più elevati da luglio (vedere grafico).

Stesso trend per il rendimento del Btp decennale (vedere grafico). Il tasso sul mercato secondario del bond decennale italiano è arrivato questa mattina all’1,80%, il 27% in più rispetto ai minimi di fine ottobre (circa l’1,40%). Il rendimento del Bund decennale si attesta allo 0,69%, mentre si attestava allo 0,44% un paio di settimane fa.