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Bond: aspettative Fed e Bce dietro esito aste Btp

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Il Tesoro ha emesso questa mattina titoli per 4,47 miliardi di euro sulle scadenze a 3 e 30 anni, poco sotto la parte alta della forchetta (4,5 mld euro). I rendimenti sono scesi sia sulla parte a breve sia su quella più a lungo termine. Sul titolo a tre anni il rendimento si è attestato all’1,79%, a pochi punti base dal minimo storico (1,70% di marzo 2010).

Sul titolo a 30 anni il rendimento è stato di un soffio inferiore al 5%, livello psicologico a cui tutti guardavano con attenzione. Il Tesoro però non è riuscito a collocare il massimo della forchetta prevista (compresa tra 1 e 1,5 mld euro) come nella precedente occasione (luglio).

Le aste confermano il buon momento che sta vivendo il comparto governativo periferico europeo. L’unica nota stonata l’abbiamo vista sul titolo a 30 anni, il cui calo dei rendimenti non è stato così marcato come ci si aspettava e potrebbe essere proprio questa la ragione che ha spinto il Tesoro a non accettare tutta la domanda arrivata.

Si rafforza ancora la domanda sul titolo a tre anni, che beneficia delle decisioni prese la scorsa settimana e di quelle potenziali che potrebbero arrivare dalla Bce.

Nelle ultime sei settimane sembrano essere state le aspettative sulle Banche centrali a dominare il mercato governativo mondiale.

Se da un lato, la Bce favorisce la parte più breve della curva, dall’altro, la possibilità del taper a dicembre da parte della Fed tiene ancorati i titoli più a lunga scadenza, con i Tnote scesi ai minimi di settembre.

Questo sta favorendo lo steepening della curva dei rendimenti della periferia dell’eurozona che stanno recuperando dopo le tensioni degli ultimi due anni.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG