Bond asiatici: la divergenza dei tassi d'interesse genera opportunità

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 21/08/2014 - 12:40

Di seguito pubblichiamo un commento sui mercati obbligazionari asiatici a
cura di Rajeev De Mello, Head of Asian Fixed Income di Schroders. L'esperto
sostiene che attualmente sul reddito fisso dell'area vi siano innumerevoli
opportunità di investimento. I risparmiatori tuttavia devono essere selettivi
nelle loro scelte per evitare spiacevoli sorprese.




I mercati
obbligazionari asiatici offrono oggi innumerevoli opportunità, ma gli investitori
devono essere consapevoli dell'ampia serie di fattori che influenzano la
regione. Se infatti la diversificazione offerta dalle obbligazioni asiatiche è
un elemento molto allettante per l'asset class, è necessario essere selettivi
nelle scelte di investimento, se non si vuole essere colti di sorpresa.


Da una
parte, molte economie dell'area hanno completato una fase del ciclo
economico aggiuntiva - o prolungata - rispetto agli Stati Uniti e
all'Europa. Ciò vuol dire che, se dopo la crisi finanziaria le economie
occidentali hanno ridotto i tassi di interesse, molti Paesi asiatici li hanno
invece incrementati. È adesso che in molte zone dell'Asia si sta tagliando il
costo del denaro. Ed è qui che riteniamo possa essere trovato valore. La Cina
ha attraversato una fase di irrigidimento monetario fino a febbraio, ma il
Governo ha iniziato ora un accomodamento. Ciò è positivo per le obbligazioni;
vediamo opportunità simili anche in India e Indonesia.


 


Tuttavia,
ci sono altre economie - generalmente più piccole e più aperte, come quelle di
Hong Kong, Taiwan e Singapore - che seguono il ciclo di politica monetaria
statunitense. Ciò avviene o tramite un agganciamento ufficiale, nel caso di
Hong Kong, o tramite uno non ufficiale ma comunque ben difeso, come nel caso di
Taiwan. A Singapore, la valuta è agganciata a un basket di monete più
complesso.


 


In tutti
questi casi, comunque, le economie hanno di fatto importato la politica
monetaria della Federal Reserve americana. A tal riguardo il nostro timore è
che, quando i tassi di interesse risaliranno negli Stati Uniti, l'effetto su
tali mercati obbligazionari sarà negativo. Con i rendimenti dei bond ad Hong
Kong, Taiwan e Singapore già vicini o persino inferiori a quelli dei Paesi
occidentali, detenere tali titoli in ragione dei loro yield è un'opzione poco
allettante.


 


Per gli
investitori europei, il mercato obbligazionario cinese e lo yuan offrono
un'opportunità in più per ottenere rendimenti maggiori e una diversificazione
valutaria. Dopo un lieve calo a inizio 2014, la moneta cinese si è stabilizzata
rispetto al dollaro statunitense, mentre ha ripreso il trend di apprezzamento
contro l'euro e la sterlina, sostenuto dalla continua crescita della
produttività.


 


Nel
complesso, a nostro avviso sui mercati obbligazionari asiatici è in atto una
ripresa, in larga parte sostenuta dal recupero economico degli Stati Uniti.
Stiamo inoltre assistendo a una lenta risalita delle esportazioni dell'Asia
che, pur non avendo ancora raggiunto livelli assimilabili a una vera e propria
ripresa, devono fare i conti con una crescita degli Stati Uniti, dell'Europa e
del Giappone ben al di sotto della norma.


 


Quando la
spesa in conto capitale degli Stati Uniti mostrerà una ripresa più sostenuta,
le esportazioni asiatiche inizieranno una vera fase di accelerazione, dato lo
stretto collegamento del continente al ciclo economico globale. Ci sono già
alcuni segnali di miglioramento ma, poiché in passato speranze simili sono
state infrante, nutriamo un ottimismo cauto.

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