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Bollettino Bce: ritmo crescita economia nell’Euro Zona moderato nel lungo termine

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Il ritmo di crescita dell’economia dell’Euro Zona resterà “moderato” e “discontinuo” nel lungo termine, a fronte di incertezza. A dirlo la Bce nel bollettino mensile di agosto. Positive le indicazioni nel breve termine. “Nel secondo trimestre del 2010 la crescita del Prodotto interno lordo (Pil) dell’area dell’euro in termini reali dovrebbe essersi rafforzata, con un miglioramento riconducibile, in larga misura, a effetti temporanei. I dati del terzo trimestre risultano migliori delle attese”.

 

Nel complesso, l’istituto di Francoforte si attende che la stabilità dei prezzi sia preservata nel medio termine. “Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo di preservare tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine”.
Rispetto alla precedente indagine, sono state riviste le aspettative sull’inflazione, che dovrebbe rimanere invariata all’1,4% nel 2010, all’1,5 nel 2011 e all’1,7 nel 2012. Le aspettative a lungo termine (per il 2015) sono state corrette, in media, lievemente al rialzo al 2% , dall’1,9 (per il 2014) nella precedente indagine.

 

“Il Pil dovrebbe espandersi a un ritmo moderato e ancora irregolare nel tempo sia tra le varie economie sia tra i settori dell’area dell’euro”, si legge nel bollettino mensile diffuso dalla Bce.
In particolare, i rischi per le prospettive economiche continuano a essere considerati sostanzialmente bilanciati, in un contesto di incertezza. Per quanto riguarda i rischi al rialzo, sia l’economia mondiale che il commercio con l’estero potrebbero registrare una ripresa più marcata di quanto previsto al momento, stimolando pertanto le esportazioni dell’area dell’euro. Quanto ai rischi al ribasso, permangono preoccupazioni in merito alle rinnovate tensioni nei mercati finanziari.


Le aspettative sul tasso di disoccupazione sono state invece riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali per il 2010 e di 0,1 punti percentuali per il 2011 e si collocano rispettivamente al 10,1 e al 10,2%. Per il 2012 esse si situano ora al 9,8%. I rischi complessivi per le stime a breve e medio termine sono considerati orientati al rialzo.


 Guardando al comparto bancario, la Bce lancia un monito.”Le banche devono dimostrarsi capaci di incrementare la disponibilità credito al settore non finanziario quando aumenterà la domanda.