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BofA : Orso sui mercati fino a metà 2019, ma S&P500 riprenderà a salire. Emergenti sono la scommessa giusta

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Il mercato Orso continuerà fino a fine anno e qualche sussulto ci sarà anche nelle prima metà del 2019. Lo dicono gli analisti di Bank of America Merril Lynch nelle loro dieci previsioni per il prossimo anno. Per il 2019, il team di analisti prevede un contesto di crescita economica lenta negli Usa e nel mondo in generale ma ci sono anche note positive con Wall Street che presto potrebbe riprendere la via dei rialzi. “A nostro avviso, l’attuale debolezza dei mercati non è un riflesso dei fondamentali poveri”, avverte Candace Browning, responsabile della ricerca globale di BofAML, che consiglia gli investitori di fare della volatilità “il loro nuovo migliore amico”. “Wall Street ha ancora il potenziale per fornire cospicui rialzi”, si legge nell’outlook di Bofa che vede utili ancora in ascesa.

L’indice S&P 500 è visto raggiungere un massimo leggermente sopra i 3.000 punti, anche se l’obiettivo di fine 2019 è posto a 2.900.

Economia Usa rallenta, ma utili verso nuovi livelli record

Tra le previsioni per il 2019 che fanno gli analisti di BoFA Merril Lynch si segnala un picco dell’indice S&P 500 con una crescita degli utili per azione del 5 percento, che porterebbe l’S &P 500 a un livello record di $ 170 l’anno prossimo. L’economia americana rallenterà con lo svanire dello stimolo fiscale. In particolare è prevista per il 2019 la crescita reale del PIL degli Stati Uniti del 2,7 percento, rallentando nella seconda metà dell’anno quando gli effetti dello stimolo fiscale inizieranno a svanire. Il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere un minimo di 65 anni del 3,2% entro la fine dell’anno, portando la crescita dei salari del 3,5% in termini aggregati. Di conseguenza, l’inflazione core dovrebbe gradualmente salire al 2,2 percento fino al 2019 e continuare a salire. Il mercato immobiliare non è più favorevole per l’economia statunitense. “Riteniamo che le vendite di abitazioni abbiano raggiunto il picco e che l’apprezzamento dei prezzi delle abitazioni sia previsto in rallentamento” scrivono gli analisti.

 

Oltre all’economia a stelle e strisce anche quella mondiale rallenterà. “È probabile che la maggior parte delle principali economie” scrivono gli analisti “vedano rallentare l’attività, con una crescita del PIL reale dell’1,4% in Europa e in Giappone e una crescita del 4,6% in termini aggregati tra i mercati emergenti. La crescita cinese rischia di indebolirsi ulteriormente all’inizio del prossimo anno a causa delle condizioni finanziarie ancora difficili e del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina; tuttavia, è previsto un flusso costante di misure di stimolo monetario e fiscale per far girare l’economia”.

 

In tema di politica monetaria globale Bofa prevede un atteggiamento meno ‘amichevole’ nel 2019. “L’Europa è in gran parte irrigidita dalle sue regole di bilancio e, a nostro avviso, il Giappone sembra pronto a mettere in atto un altro aumento imprevisto delle imposte sui consumi. Si prevede che proseguiranno ulteriori divergenze nella politica monetaria tra la Fed e altre importanti banche centrali. Prevediamo che la Fed aumenterà i tassi quattro volte nel 2019, raggiungendo un tasso sui fondi terminal del 3,25-3,50 per cento entro la fine dell’anno. Nel frattempo, è improbabile che la Bce e la Bank of Japan aumentino significativamente i tassi ufficiali sopra lo zero per almeno altri due anni”.

Mercati emergenti i grandi vincitori nel 2019

Infine a livello globale, i mercati del credito registreranno elevati livelli di volatilità episodica nel 2019. Note positive per i mercati emergenti. Dopo un importante sell-off nel 2018, le attività dei mercati emergenti sono poco costose e potrebbero risultare un grande vincitore nel 2019 con l’indebolimento del dollaro. “Siamo fiduciosi nel Brasile e ci aspettiamo che il rally post-elezioni continui, e la Russia dovrebbe migliorare anche perché riteniamo che il rischio di sanzioni sia valutato” scrivono gli analisti. Prospettive al ribasso invece per il Messico, dove i declassamenti del rating sono una preoccupazione e la volatilità circonda i cambiamenti politici. Infine, nonostante un contesto macroeconomico complesso, le prospettive per le materie prime sono modestamente positive. “Prevediamo che i prezzi del greggio Brent e WTI raggiungeranno una media rispettivamente di $ 70 e $ 59 al barile, nel 2019 (…) Nei metalli, restiamo cauti sul rame a causa del rischio di ribasso cinese. Prevediamo che i prezzi dell’oro saliranno a una media di $ 1,296 per oncia, ma potrebbero raggiungere quota $ 1,400, trainati dai deficit degli Stati Uniti e dallo stimolo cinese”.