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BoE taglia la view su crescita e inflazione, sterlina paga pegno

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Il cable torna a scendere. Dopo i minimi da un anno e la pausa innescata dagli aggiornamenti contrastanti arrivati dal mercato del lavoro statunitense di ottobre, nuovo segno meno per l’incrocio tra sterlina e dollaro che arretra di oltre mezza figura a 1,5858 usd. Andamento opposto per l’incrocio con la moneta unica che sale fino a 78,68 cents di pound, lo 0,4% in più rispetto al dato precedente.

A far scattare gli ordini di vendita sulla moneta d’Oltremanica è stata la pubblicazione dell’Inflation report, il resoconto elaborato con cadenza trimestrale dalla Bank of England. Nel report l’istituto con sede a Londra ha rilevato che il peggioramento delle prospettive in Eurolandia e resto del mondo e l’andamento dei salari domestici non permetterà di incrementare il costo del denaro prima della seconda metà del 2015.

In questo contesto l’istituto guidato da Mark Carney ha tagliato le stime su crescita economica e inflazione: dopo il +3,5% dell’anno corrente, l’economia d’Oltremanica nel biennio 2015-16 è destinata a rallentare al 2,9 e al 2,6 per cento (dal 3,1 e dal 2,8%) mentre il target di inflazione del 2% non sarà raggiuto prima della fine del 2017. “Una ripresa della dinamica salariale dovrebbe spingere l’indice dei prezzi al consumo verso il target del 2% entro la fine del periodo“. L’indice dei prezzi al consumo, all’1,2% a settembre, è visto in calo all’1% entro il primo trimestre.

Nonostante la normalizzazione della politica monetaria rappresenti il futuro, è giusto che gli operatori si aspettino condizioni monetarie in qualche modo più accomodanti, ha detto Carney nel corso della conferenza stampa di presentazione dello studio. “Sebbene una stretta nella politica monetaria resti in vista, è giusto che i mercati si aspettino condizioni monetarie in qualche modo più accomodanti rispetto a tre mesi fa”, ha detto il chairman.