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La BoE spegne la sterlina: inflazione lontanissima dal target del 2%

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La riunione della Bank of England (BoE) si è conclusa come da attese con la conferma dei tassi di interesse allo 0,5% e del programma di acquisto asset a 375 miliardi di sterline. Tagliate le stime di crescita per il Regno Unito

La Bank of England ha rispettato le attese e ha confermato i tassi di interesse allo 0,5% nel Regno Unito e il programma di acquisto di asset a 375 miliardi di sterline. Otto membri su nove hanno votato a favore nel primo caso, nove su nove nel secondo. Nonostante l’esito del meeting fosse scontato, la sterlina si è indebolita sui mercati valutari. Il cable sterlina/dollaro Usa ha messo a segno un calo di quasi un punto percentuale portandosi a 0,5230 mentre l’euro/sterlina è salito dell’1% a 0,7139. Le ragioni del movimento sono da ricercarsi nel comunicato ufficiale e nelle nuove stime di crescita e inflazione pubblicate dall’Istituto centrale che annullano, sostanzialmente, le parole pronunciate di recente dal governatore Mark Carney. Quest’ultimo ha infatti dichiarato che entro dicembre arriveranno indicazioni più precise sul cammino che porterà anche la Gran Bretagna verso il primo rialzo dei tassi. Un cammino che a questo punto potrebbe essere meno breve del previsto. 

“In settembre i prezzi al consumo tendenziali – è l’apertura del comunicato – sono arretrati dello 0,1%, oltre 2 punti percentuali al di sotto del target di inflazione. I quattro quindi di questa distanza dal target riflettono la caduta dei prezzi di energia, alimentari e altri prodotti importati, la restante parte è da ricondurre alla crescita domestica sottotono”. Secondo le previsioni della BoE l’inflazione crescerà dello 0,4% a dicembre e dello 0,7% nel primo trimestre 2016, un tasso di accelerazione meno forte di quanto preventivato. Revisione al ribasso anche per le stime di crescita del Paese, rispettivamente al 2,7% per l’anno in corso rispetto al 2,8% della precedente previsione. 

Se nei confronti del dollaro la sterlina ha mantenuto un generale equilibrio a partire da metà ottobre, conseguenza della posizione simile di Fed e BoE, nei confronti dell’euro la valuta britannica ha messo a segno un guadagno del 5,75% proprio in virtù dell’aumento della aspettative per un rialzo dei tassi nella prima parte del 2016. La battuta d’arresto determinata dalla riunione odierna non modifica, nel complesso lo scenario. Secondo Goldman Sachs il cambio euro/sterlina si porterà a 0,69 entro tre mesi, 0,67 entro sei mesi e sulla distanza dei 12 mesi dovrebbe scendere a 0,65. “Ci aspettiamo una crescita complessiva del 2,7% per l’economia britannica nel 2015 – scrivono gli analisti di Goldman Sachs –  e del 3% nel 2016. Queste previsioni, relativamente ottimistiche, riflettono la nostra fiducia nella prosecuzione del recupero del sistema bancario e nella disponibilità di credito a supporto dell’attività economica”. 

Per leggere l’inflation report della Bank of England clicca qui

Per leggere il comunicato della Bank of England clicca qui