La BoC potrebbe ridurre il costo del denaro, il dollaro canadese sprofonda

Inviato da Luca Fiore il Mer, 22/01/2014 - 19:02
Il loonie aggiorna i minimi dal 2009. Nuova seduta all'insegna delle vendite per il dollaro canadese che oggi paga pegno a un atteggiamento ritenuto troppo "dovish" da parte della banca centrale, la Bank of Canada. Nel confermare il tasso benchmark in quota 1%, oggi la BoC ha annunciato di aver ridotto le stime di inflazione ribadendo che agli attuali livelli il loonie rappresenta ancora un freno per le esportazioni del Paese.

"La stima relativa l'andamento dell'inflazione -si legge nel report trimestrale della BoC- ora è inferiore rispetto a quanto atteso in precedenza". "Nonostante il calo registrato negli ultimi mesi, il dollaro canadese si conferma forte e continua a rappresentare un freno alla competitività dell'export".

La BoC stima una crescita dei prezzi al consumo nel primo trimestre allo 0,9%, al di sotto del range 1-3% fissato dall'istituto. La crescita dei prezzi dovrebbe accelerare nel corso dei prossimi mesi per portarsi all'1,5% nel Q4. Secondo il governatore Stephen Poloz le future mosse relative il costo del denaro, "che potrebbe sia salire che scendere", saranno dettate "dall'evoluzione dell'attività economica".

In questo contesto, il cambio dollaro Usa/dollaro canadese si è spinto fino a 1,1075, il livello maggiore dal settembre del 2009, mentre l'incrocio con la moneta unica ha fatto segnare livelli che non si vedevano dal quattro anni a 1,5014.

Da quando, a ottobre 2013, la BoC ha smesso di agitare lo spettro della stretta monetaria per iniziare a valutare un'eventuale riduzione del costo del denaro, il loonie ha perso oltre sei punti percentuali.
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