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Bnl, il contropatto resiste

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Il contropatto si prepara all’assemblea Bnl. Almeno fino al 30 aprile o al 21 maggio, quando sarà decisa la composizione del cda che accompagnerà l’Ops spagnola. L’opposizione di Bnl intende arrivarci con tutte le armi spianate, perciò alcuni soci minori potrebbero arrotondare fino a sfiorare il 30% dal 27,6% attuale. Nelle stesse ore, il presidente della banca di Via Veneto richiama tutti ai valori di mercato, quindi a “una contro-Opa con prezzi adeguati, rispetto a quelli già offerti, e con progetti industriali altrettanto adeguati”. Nella lista di candidati consiglieri messa a punto giovedì scorso, si vede solo la volontà di restare nella governance dell’istituto. I nomi sono 15, tutti interni al contropatto a partire da Francesco Gaetano Caltagirone. Seguono Danilo Coppola, Giuseppe Statuto, Vito Bonsignore, Giampiero Tasco, che è il presidente del contropatto, e Franco Medugno, ex manager Bnl. Fin qui gli eleggibili, previsti nel numero di otto in caso di vittoria sulla lista Bbva-Generali-Della Valle, e sette piazzandosi secondi. Un altro consigliere dovrebbe essere Pier Luigi Fabrizi della lista Mps-Popolare Vicentina. “E’ una risposta alle voci che davano per venditori i soci del contropatto”, ha detto Statuto, “non è una lista di disimpegno, intendiamo restare nella governance della banca”. L’immobiliarista esclude di poter consegnare all’Ops spagnola il suo 5%: “l’Ops non valorizza a pieno il valore del titolo Bnl, che rispetto ai mezzi propri sta nella fascia bassa rispetto ad altri, e ha tanta strada da fare in seguito alla ristrutturazione”.