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Bnl, cda esprime incertezza per stato di passivity rule

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Bnl continua a non gradire l’offerta Unipol e non ne fa certo mistero. Il consiglio di amministrazione dell’istituto romano di Via Veneto, con l’ausilio dei propri advisor finanziari Mediobanca, Jp Morgan e Rothschild, ha esaminato i dati e le informazioni contenute nel comunicato dell’emittente già approvato dal consiglio stesso il 21 ottobre scorso, alla luce delle operazioni poste in essere dalla compagnia assicurativa bolognese successivamente a tale data. Il cda ha ritenuto di ribadire l’esigenza per il conglomerato Unipol/Bnl di una dotazione patrimoniale addizionale, al netto degli interventi previsti da Unipol, di circa 2 miliardi di euro, per poter mantenere, nell’ambito del conglomerato, gli attuali livelli di patrimonializzazione del comparto bancario e di quello assicurativo. Il cda di Via Veneto ha inoltre evidenziato nuovamente le conseguenze negative per la banca derivanti dalla natura non condivisa dell’offerta, “alla quale, nel corso del tempo, Unipol ha apportato significative modifiche in termini di struttura, peraltro non riflesse nel documento di offerta”. Il consiglio ha poi espresso la massima preoccupazione per le incertezze connesse al persistere dello stato di soggezione della banca alla passivity rule, vale a dire il fatto che gli amministratori di una società sotto Opa non possono più intraprendere atti o iniziative contrastanti con gli obiettivi dell’offerta, in assenza di una maggioranza qualificata. Lo stato di passivity rule infatti ormai si protrae da circa 5 mesi dall’annuncio dell’operazione al mercato, con ripercussioni negative sia sulla programmazione delle attività e dei progetti di sviluppo industriale, sia in termini di danni per gli azionisti. Ecco perché il cda di Bnl ha dato mandato al presidente, Luigi Abete, “di formalizzare nelle prossime settimane ogni azione ritenuta utile per evitare che il perdurare di tale situazione produca danni rilevanti alla società”. Da segnalare anche che il cda ha cooptato in consiglio, quale amministratore indipendente, Franco Alfredo Grassini.