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Bnl ancora giu’, spiazzata dalle continue indiscrezioni

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Bnl dopo la debacle (-1,86%) di ieri accusa ancora qualche segno di nervosismo sul listino. Il titolo dell’istituto finanziario segna, infatti, un ribasso dello 0,22%, scambiando a quota 1,78 euro a fronte di un mercato positivo(Mib30 +0,31%). Sono giorni, anzi settimane che sull’azione dell’istituto di via Veneto si rincorrono voci. Tanto che è scesa in campo la Consob a monitorare in primis il comportamento del titolo in Borsa. “Da qualche tempo si verificano anomalie sull’azione, ma non è nulla di trascendentale”, spiega una fonte vicino a Consob interpellata da Spystocks. “Il monitoraggio prelude un’ispezione. Un’operazione esclusa su Bnl perché ha sempre dato i giusti flussi informativi agli operatori”, aggiunge la fonte. Ma secondo gli operatori la situazione su Bnl non è proprio sotto controllo sul listino. Una prova? Il titolo continua a soffrire in Borsa anche oggi. A scatenare l’ultimo terremoto è stata la possibile departita dei soci spagnoli, Bbva. Uno scossone rientrato. “Sembra che le tensioni riguardo il Bbva e la Banca d’Italia tendano verso un rasseneramento. Stando alle dichiarazioni di José Goirigolzarri, Ad del gruppo spagnolo la banca iberica non avrebbe alcuna intenzione di ridurre né tantomeno di dismettere la propria partecipazione nella Bnl”, dicono gli analisti di AbaxBank. “E, a quanto pare, non avrebbe neanche mai richiesto l’autorizzazione alla banca centrale per poter salire fino al 20% del capitale”, aggiungono gli esperti della banca milanese, rispondendo a indiscrezioni di stampa che dipingevano il quadro opposto. Certo l’addio del Bilbao sarebbe stata ben gradita alla Banca d’Italia che teme l’invasione delle banche straniere nel panorama bancario italiano. Ma l’istituto spagnolo considera la quota in Bnl “strategica e stabile”. Gli spagnoli del Bilbao rimarranno con il 15% in Bnl, malgrado la difficoltà nel giustificare con azionisti e investitori la presenza italiana. Nel loro prossimo futuro si prospetta un bivio: o un addio che però vanificherebbe sette anni di attesa nell’azionariato, oppure secondo fonti vicine al patto di sindacato, un takeover. Un’ipotesi che potrebbe farsi realistica se le pressioni per contare di più nella banca romana dovessero infrangersi contro un “no”, deciso dalla vigilanza. Un altro assist su cui, c’è da scommetterci, il mercato potrà continuare a dire tutto e il contrario di tutto.