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BLACK BOX – Bye bye Abby, scusa ma era ora

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Prima o poi doveva arrivare. La resa dei conti, il giudizio divino, il contrappasso per anni di indicazioni sballate ha colpito Abby Joseph Cohen, deus ex machina di Goldman Sachs, in uno dei momenti più critici per i mercati da oltre 5 anni.


 

La Cohen lascerà l’incarico di strategist di riferimento di Goldman. Certo l’uscita sarà d’oro, con la nomina a senior investment strategist, ma si tratta indubbiamente di uno smacco degno di nota. Non sarà più lei infatti a occuparsi delle previsioni a breve sui mercati per la casa d’affari.


 


Dopo i successi di fine anni ’90, con la previsione di mercati in crescita grazie all’It, la buona stella aveva iniziato ad abbandonare la Cohen già nel 2000. Fedele alla propria linea, e forse anche un po’ troppo ostinata nelle proprie convinzioni al di là delle evidenze provenienti dal mercato, ad ottobre del 2000, quando lo scoppio della bolla internet era partito già nel marzo di quell’anno, continuava a consigliare l’investimento in azioni hi-tech per tutto il 2001. Come sappiamo la crisi del settore e dei mercati continuò fino a settembre 2002 e l’indice Nasdaq è ancora ben lontano dal livello a cui era giunto a inizio 2000.


 


Ma un errore in fin dei conti può capitare a tutti, e poi allora i conti di Goldman Sachs sprizzavano salute da tutti i pori. Così la Cohen continuava tranquillamente a svolgere il suo ruolo di oracolo diciamo così un poco difettoso. Per fine 2007 Abby Cohen prevedeva l’indice S&P500 a 1600 punti, chiuse l’anno a 1468 punti. Non contenta, con la crisi finanziaria già in essere, a inizio 2008 era ancora il secondo strategist più bullish di Wall Street, con la previsione dello stesso indice a 1675 per fine dicembre.


 


Non è la versione ufficiale, ma è verosimile che, stufa di rimediare figuracce pubbliche, Goldman Sachs sia passata alle contromosse. Sì perchè Abby Cohen era anche il volto della banca all’esterno, quella che mensilmente esponeva la propria view ai microfoni della Cnbc o di Bloomberg. Ora non potrà più far danni. I suoi compiti riguarderanno solo previsioni di lungo termine, dove, per carità, finora non si può dire abbia sbagliato. Ma forse, ora più che mai, anche Goldman ha bisogno di qualcuno che sappia in che direzione orientare le vele per toccare terra il più presto possibile più che di un capitano di lungo corso, o meglio di lungo termine.


 


Il ruolo di effettuare previsioni sullo S&P500 spetterà da ora in poi a David Kostin, uomo forse meno avvezzo ai colpi di teatro ma con i piedi ben piantati per terra. Kostin prevede infatti una ulteriore discesa delle azioni Usa del 10% nel breve termine e un rimbalzo che porterà l’indice S&P500 al più realistico valore di 1380 punti per fine 2008.


 


BLACKBOX significa scatola nera. Questa rubrica registra gli umori di investitori e operatori in base a quello che succede sul mercato o quello che le aziende comunicano