Bitcoin: la piattaforma Mt.Gox chiude temporaneamente, scatta l'indagine delle autorità

Inviato da Valeria Panigada il Mer, 26/02/2014 - 11:35
Da un'azione hacker a una vera bufera. Questo ciò che si è scatenato nel giro di poco tempo sul Bitcoin, alimentando i timori sulla poca sicurezza del sistema e la rabbia degli utenti che non riescono più a operare sul proprio portafoglio virtuale. 

A inizio mese (precisamente il 7 febbraio scorso) Mt. Gox, una delle principali piattaforme di scambio di Bitcoin, ha iniziato ad avere problemi tecnici che hanno impedito agli utenti di ritirare la valuta dai loro portafogli virtuali. I problemi tecnici, non ancora risolti e poco chiari, deriverebbero da un'azione hacker. Intanto la Bitcoin Foundation, l'organizzazione a sostegno della moneta coniata da Satoshi Nakamoto, ha accolto nel fine settimana le dimissioni di Mt.Gox dal consiglio di amministrazione. Mt.Gox, con sede in Giappone, sedeva in uno dei tre posti riservati agli operatori di settori nel consiglio di amministrazione della fondazione. E ieri è arrivata la sorpresa: dopo giorni di silenzio, il sito ha annunciato la chiusura temporanea. 

"Alla luce delle recenti notizie e delle potenziali ripercussioni sulle operazioni di Mt Gox e sul mercato, è stata presa la decisione di chiudere per il momento tutte le operazioni al fine di proteggere il sito e i nostri utenti - si legge nella home page di Mt. Gox - Stiamo monitorando da vicino la situazione e reagiremo di conseguenza". Uno stop quindi per gli utenti della piattaforma a qualsiasi operazione di scambio o di prelievo, almeno per il momento. La questione ha allertato le autorità finanziarie giapponesi, che avrebbero aperto una indagine, secondo le indiscrezioni raccolte da Reuters, che cita Yoshihide Suga, segretario del Capo di Gabinetto. Sempre secondo l'agenzia Reuters, l'amministratore delegato di Mt. Gox, Mark Karpeles, ha assicurato che presto ci sarà un nuovo annuncio ufficiale. 

Nell'attesa che si faccia luce sulla vicenda, si sono scatenate le voci non confermate da nessun documento della sparizione di 750mila Bitcoin, circa il 6% di tutte le monete virtuali in circolazione, per un controvalore di 400 milioni di dollari, vale a dire quasi 300 milioni di euro. 

La notizia di ieri della chiusura della piattaforma Mt. Gox aveva pesato sul prezzo del Bitcoin. Ma già oggi il suo valore è tornato a salire e questa mattina segna un rialzo di circa 9 punti percentuali a 584 dollari.
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COMMENTI

  • alias333 17/09/2015 02:39

    È una moneta basata sul nulla, od al massimo sulla impossibilità di "stamparne" oltre un certo limite.
    D'altra parte dopo Bretton Woods nemmeno le monete tradizionali hanno fondamenta molto solide, a meno che non ci mettiamo la fiducia nei politici o la necessità di possederne per pagare le tasse.
    In ogni caso trovo assurdo parlare di bolle, dato che nemmeno i rapporti di forza tra monete hanno alcun fondamento!
    Diciamo che le monete tradizionali hanno una specie di nobiltà data dalla loro antichità e dal riconoscimento delle banche e dei governi, ma detto questo su cosa si possono fondare i rapporti di prezzo? Se escludiamo leggi ed imposizioni e pure potentati economici che la accettino come pagamento: forse sulla psicologia delle masse ?