Bitcoin, l'altolà di Pechino frena la corsa forsennata della moneta virtuale

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 05/12/2013 - 14:20
Si sgonfiano le quotazioni del Bitcoin dopo la presa di posizione della banca centrale cinese che ha vietato alle istituzioni finanziarie cinesi di scambiare questa moneta virtuale. Il prezzo del Bitcoin è sceso con decisione sotto la soglia dei 1.000 dollari toccando un minimo a 848 dollari sul BitStamp Internet Exchange per poi risalire con altrettanta velocità in area 1.048 dollari, quasi l'8% sotto i livelli della vigilia.

L'affondo di Pechino
In una nota diffusa oggi sul proprio sito web la People's Bank of China, istituto centrale del paese asiatico, ha precisato che "monitorerà attentamente i rischi associati con l'uso del Bitcoin, rischi che includono l'eventuale uso della moneta per attività illegali attività e per la speculazione". Il Bitcoin non è ritenuta una moneta con "vero significato" e non ha lo stesso status giuridico delle altre valute. L'istituto di Pechino ritiene comunque che il Bitcoin non rappresenti un rischio per l'economia cinese e può continuare ad essere usato dai singoli individui che si assumono personalmente il rischio.

Ieri l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, aveva parlato apertamente di bolla per il Bitcoin il cui prezzo si è moltiplicato di 89 volte in un anno. Intervistato da Bloomberg Television l'87enne ex numero uno della Fed ha inoltre sottolineato che "il denaro virtuale non è una valuta"."Una valuta deve avere un valore intrinseco - ha rimarcato Greenspan - e bisogna davvero fare uno sforzo di immaginazione per dedurre quale sia il valore intrinseco del Bitcoin. Io non sono stato in grado di farlo, forse qualcun altro può".

Il Bitcoin e la Cina
China Telecom
, il più grande operatore di telefonia mobile della Cina, ha lanciato una promozione che permette di acquistare un telefono cellulare Samsung con bitcoin; mentre Baidu.com, la Google cinese, accetta pagamenti in Bitcoin per il suo servizio firewall.

Proprio il potenziale boom del Bitcoin in Cina rappresenta uno dei principali driver della crescita forsennata del valore di questa valuta virtuale negli ultimi mesi. La moneta virtuale è infatti potenzialmente perfetta per aggirare i rigidi controlli sui capitali presenti nel Paese asiatico e che impediscono ai cittadini cinesi di muovere troppi soldi all'estero.

Secondo Bitcoincharts ci sono oltre 12 milioni di Bitcoin in circolazione. Questa valuta virtuale è stata creata nel 2008 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto con l'ambizioso scopo di ridurre l'influenza delle banche centrali sull'economia reale.

Lo scorso 18 novembre un funzionario del Dipartimento di giustizia intervenendo in un'audizione al Senato Usa ha detto che i Bitcoin possono essere "mezzi legali di scambio" aumentando quindi le aspettative di una più ampia accettazione di questa moneta virtuale anche se il presidente della Fed Ben Bernanke ha detto alla commissione del Senato che la banca centrale americana non ha intenzione di regolamentare novità inerenti questa moneta anche se monitora gli sviluppi in materia di valute virtuali.

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