Il biotech batte tutti al Nasdaq, attenzione però ai facili guadagni

Inviato da Redazione il Lun, 26/02/2007 - 16:27

Sembra di essere tornati ai vecchi tempi della new economy, quando i titoli internet e quelli biotech si contendevano la palma delle migliori performance di borsa, il tutto su grandi promesse, guadagni futuri e poca sostanza. Com'è finita lo sanno tutti, ma se per i titoli di Internet e i tecnologici in generale il riscatto è ormai pieno, per i titoli biotech la riscossa sembra essere iniziata solo ora.
Una sensazione avvalorata dalla classifica sui guadagni migliori, calcolati sulla base dell'incremento della valorizzazione di borsa dalla rivista Forbes, messi a segno dai titoli quotati al Nasdaq dal 2002 a oggi.

La sorpresa è evidente: in prima posizione non c'è Google, come molti si sarebbero aspettati, bensì Illuminia, società di biotecnologie, che in cinque anni ha visto crescere la propria capitalizzazione di Borsa del 250%. In seconda posizione c'è Google, il famoso motore di ricerca, con un salto in alto in borsa del 220%. In terza posizione si piazza Salesforce, società software, con una crescita quinquennale del 117%.
Scendendo, ma non di molto, ecco che tornano le sorprese. In sesta posizione c'è Martek Bioscences, società nutrizionale, con una salita del 70%, seuita in ottava posizione dalla biotech Cephalon (+65%). Ma scorrendo le prime 25 posizioni spuntano anche Celgene (dodicesima posizione con +47%), LifeCell (in diciassettesima posizione e +45%), Genentech (diciannovesima posizione) e Amgen in ventitreesima posizione.

Una tendenza forte dunque, che però va trattata con qualche accortezza dagli investitori. E' vero, come fanno notare numerosi report degli analisti, che il Nasdaq mostra ancora buoni margini di crescita, ma gli operatori del mercato consigliano cautela soprattutto su quei titoli meno noti, le cui prospettive industriali sono legate a progetti complessi che non sempre arrivano a compimento. Elementi necessari, da tenere in considerazione, quando si avvicinano titoli di questo genere. Già in passato, infatti, i titoli biotech hanno esaltato gli investitori con grandi rialzi ma hanno anche deluso profondamente con vertiginose discese e ancora peggiori movimenti laterali di lungo periodo.

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