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Il bilancio 2015 dell’M&A in Italia chiude in pareggio. Agli investitori esteri va oltre metà della torta

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Se a livello mondiale le operazioni di m&a hanno segnato un importante incremento del 25% per un importo complessivo di 3,1 trilioni di dollari nel 2015 (chiaro indice di un ripresa del ciclo economico), in Italia il bilancio 2015 si è chiuso in sostanziale pareggio per le operazioni di fusione e acquisizione di aziende: 50 miliardi di euro di controvalore, +0,5% sul 2014, con circa 506 operazioni chiuse (-7%). Tra queste sono state solo 13 le operazioni di controvalore superiore al miliardo di euro. In positivo il record di IPO: 30 quotazioni per 6,6 miliardi di euro di raccolta. Secondo il rapporto KPMG Corporate Finance, che ha stilato il Rapporto 2015 sull’m&a in Italia, il gap Italia-resto del mondo indica che, “Il nostro Paese è più indietro nel ciclo e che c’è tutto lo spazio per un recupero nel 2016“.
 
Italia preda
 
Il dato più significativo che emerge dal rapporto è che gli investitori esteri hanno pesato per oltre la metà del controvalore del mercato dell’m&a in Italia: 179 operazioni per 28 miliardi di euro, pari a più del 55% del totale. Tra le prime dieci operazioni, infatti, cinque sono state messe a segno da operatori esteri, particolarmente interessati ai grandi “campioni nazionali”. Tra queste l’offerta pubblica di acquisto di Pirelli da parte di China National Chemical Corporation per più di 7 miliardi, l’incremento della partecipazione di Vivendi in Telecom Italia tramite l’acquisto del 20% delle azioni per circa 3 miliardi e la fusione di Sorin nell’americana Cyberonics per 1,4 miliardi. “Si è confermato il trend dell’anno precedente – è il commento di KPMG – Grandi player dell’economia globale trovano nel nostro sistema produttivo asset interessanti in termini di brand e know how produttivo”. Molto più contenuta la spinta delle aziende italiane verso acquisizioni all’estero: solo 85 operazioni per circa 9,9 miliardi di controvalore. Tra queste spiccano l’acquisizione di International Game Technology da parte di GTech per un controvalore di 3,4 miliardi di euro e la fusione, con relativa quotazione, di Net-A-Porter e Yoox per 1,8 miliardi di euro.
 
I closing del primo trimestre
 
Nel primo trimestre sono comunque attesi closing di operazioni già annunciate per un controvalore complessivo di circa 18 miliardi di euro. Tra le più rilevanti, oltre all’OPA di Hitachi su Ansaldo STS, l’acquisizione di PartnerRe da parte di Exor per un controvalore di 5,5 miliardi; la cessione del ramo asset management di Pioneer Investment Management SGR a Banco Santander per 3 miliardi; l’acquisizione del 45% di Italcementi da parte di Heidelberg Cement per circa 1,7 miliardi. Inoltre, dopo la fusione tra Sigma-Tau e Alfa Wassermann, potrebbe prospettarsi un consolidamento nel settore farma.