Biancamano, tutto pronto per lo sbarco in Borsa

Inviato da Carlotta Scozzari il Mer, 21/02/2007 - 16:14

Parte proprio oggi, insieme con il bookbuilding e il roadshow, l'offerta pubblica di azioni targate Biancamano, per concludersi il primo marzo. L'operazione di collocamento azionario consiste in una offerta globale di 14 milioni di titoli ordinari, corrispondenti al 41,2% del capitale sociale, in arrivo direttamente da un aumento del capitale con esclusione del diritto di opzione. In particolare, l'offerta globale è suddivisa in una offerta pubblica di un minimo di 2,8 milioni di azioni, pari a circa il 20% di quelle totali messe in palio, rivolte al pubblico indistinto, e in un massimo di 11,2 milioni di titoli destinati a operatori istituzionali, anche esteri, ma con l'esclusione degli Stati Uniti, dell'Australia, del Canada e del Giappone.

E' inoltre prevista la concessione ai coordinatori dell'offerta, Banca Imi e Intermonte sim, dell'opzione "greenshoe" per l'acquisto al prezzo di offerta di un massimo di 2,1 milioni di azioni, pari al 15% delle azioni complessivamente oggetto dell'offerta, da assegnare ai destinatari del collocamento istituzionale. Da segnalare che però, secondo quanto è emerso questa mattina in occasione del roadshow, i titoli messi in palio con la greenshoe non giungeranno da una operazione di aumento del capitale ma da una vendita da parte della holding Biancamano Luxembourg, controllante che attualmente ha in mano il 96% del gruppo attivo nella gestione integrata dei rifiuti urbani e che post Ipo (ma pre greenshoe) scenderà al 56,5%. Sempre post Ipo e pre greenshoe, gli altri due soci nonché fratelli, Giovanni Battista e Pier Paolo Pizzimbone, scenderanno dal 2% a testa all1,2%, il 41,2% del mercato potrebbe diventare un 47,35% post esercizio della greenshoe.

Lo sbarco sul mercato Expandi di Piazza Affari è in calendario per il 7 marzo, a un prezzo che sarà comunicato entro il 3 marzo ma che per ora è compreso in un intervallo di 2,5 - 3 euro per azione, a loro volta corrispondenti a proventi da Ipo che entreranno nelle casse società pari a 35 - 42 milioni di euro. Proprio in occasione della presentazione alla comunità finanziaria Massimo Delbecchi, presidente di Aimeri Ambiente, una delle due principali società tramite le quali opera Biancamano, ha spiegato che "i proventi del'Ipo saranno destinati per il 70% all'obiettivo di crescita per linee esterne e per il 30% alla gestione della posizione finanziaria futura, ovvero al finanziamento con cash e non ricorrendo al leasing di una serie di progetti che richiedano un certo investimento". Quel che è certo, come ribadito sempre da Delbecchi, è che i proventi non saranno utilizzati per ridurre l'indebitamento finanziario netto, che al 30 giugno 2006 si attestava a 25,8 milioni di euro, contro ricavi totali pro-forma che nella prima metà dello scorso anno si attestavano a 29,5 milioni.

Il presidente e amministratore delegato di Biancamano, Giovanni Battista Pizzimbone, nel corso della presentazione di questa mattina, è tornato sul discorso della crescita esogena della società: "Abbiamo possibili target di acquisizioni nel centro - sud Italia". "In particolare - ha aggiunto - stiamo lavorando all'acquisizione di un corposo e sostanzioso ramo di azienda". La società ha anche fatto sapere che, benché fino ad ora non abbia ancora remunerato gli azionisti sotto forma di divendo, dopo lo sbarco a Piazza Affari non è da escludere la distribuzione di una cedola. Inoltre, non è previsto un piano di stock optione, perché, come affermato da Pizzimbone, "è una cosa che a pelle non ci piace".

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