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Bhp ritira l’offerta da 66 miliardi di dollari su Rio Tinto

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La crisi economica, il mercato del credito bloccato e il crollo dei prezzi delle materie prime. Sono questi alcuni dei motivi che hanno contribuito a mandare a monte le nozze tra Bhp Billiton e Rio Tinto. A un anno esatto dalla prima offerta il gigante minerario australiano ha messo la parola fine alla sua proposta di acquisto da 66 miliardi di dollari per Rio Tinto.
Andamento a due velocità sulla Piazza londinese per Rio Tinto e Bhp Billiton. La prima sta letteralmente precipitando (-36,77%), mentre la seconda avanza di circa sei punti percentuali, scambiando a 1.037 pence. Anche il mercato australiano ha accolto di buon grado il ritiro dell’offerta: a Sydney, il titolo Bhp ha messo a segno un rally del 12,14% a 26,22 dollari australiani.


“La decisione è susseguente alla valutazione del difficile scenario economico e di mercato con l’incerta situazione dell’economia globale e il forte calo dei prezzi delle commodities negli ultimi mesi”, ha spiegato Marius Kloppers, numero uno di Bhp Billiton. Non solo. Kloppers ha rimarcato come l’acquisto di Rio Tinto avrebbe comportato un forte incremento dell’esposizione debitoria e sarebbero anche emerse alcune difficoltà nella cessione di alcuni asset.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Bhp Billiton, Don Argus, che ha dichiarato che “il progressivo deteriorarsi del contesto economico globale e la forte incertezza di questo momento fanno sì che l’operazione non sarebbe stata nel miglior interesse degli azionisti”.
Ma la rinuncia al bid su Rio Tinto potrebbe anche aprire nuovi scenari per Bhp Billiton.  “Abbiamo altri possibili target di M&A oltre a Rio Tinto”. È di questa idea l’a.d. Marius Kloppers che ha però precisato che il gruppo però si concentrerà in primo luogo sul rafforzamento della solidità del proprio bilancio, con aumento progressivo del monte dividendi e possibile innalzamento del piano di buy back.

E non tardano ad arrivare commenti da tutto il mondo. “E’ sicuramente una buona notizia”. Questo  il commento a caldo di Chinalco. Il colosso minerario cinese, per bocca del suo vice presidente, Lu Youqing, ha rimarcato come la decisione sia positiva per i produttori di acciaio cinesi. Chinalco si era unita ad Alcoa lo scorso febbraio per acquisire il 9% di Rio Tinto e risulta il primo azionista di Rio Tinto.