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Bhp-Rio Tinto, scende la temperatura

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Dopo due sedute di Borsa vissute al galoppo si raffredda la temperatura del comparto dei titoli minerari e materie prime e in particolare dei due principali protagonisti delle voci delle ultime ore. Sul listino australiano Rio Tinto e Bhp Billiton hanno terminato le contrattazioni in calo, del 3,79% la prima e di circa mezzo punto percentuale la seconda.


Ha dunque sortito effetto, almeno per il momento, la smentita arrivata da Rio Tinto, terzo gruppo minerario mondiale, che ha reso noto ieri di non essere al corrente di alcun interesse da parte di Bhp. Sull’onda delle voci diffusesi sul mercato, secondo le quali il leader mondiale del comparto avrebbe avanzato un’offerta ostile superiore ai 100 miliardi di dollari, le azioni dei due gruppi erano balzati al rialzo sia a Londra che a Sydney. Rio Tinto era giunta ad accumulare un rialzo intorno ai 20 punti percentuali contro gli 8 guadagnati nel corso della scorsa settimana da Bhp.
Una fusione tra i due colossi confermerebbe la leadership di Bhp nel settore dandogli anche il primato nella produzione di rame, oggi appartenente alla compagnia cilena Codelco.

La temperatura nel comparto è destinata a rimanere elevata secondo analisti ed operatori. Le stesse voci di mercato sula possibile fusione tra il primo e il terzo gruppo del comparto hanno trovato una base su una precedente proposta di fusione amichevole avanzata a Rio Tinto per una cifra intorno ai 100 dollari per azione.Ed è di pochi giorni orsono l’annuncio dell’operazione Alcoa-Alcan. Sono 27 i miliardi di dollari parte in contanti e parte in azioni proposti dal gigante dell’alluminio statunitense a quello canadese. Se l’accordo dovesse andare in porto nascrebbe il numero uno dell’alluminio mondiale, con una capacità produttiva annua superiore ai 21,5 milioni di tonnellate di allumina, materiale da cui si ricava l’alluminio, e 7,8 tonnellate metriche di alluminio.


E sembra essere tornata in campo anche Arcelor-Mittal, accreditata dal Financial Times di un interesse per il produttore di acciaio giapponese Sumitomo Metal e per la rivale statunitense Ak Steel salita di circa il 20% a New York nelle ultime due sedute. 

 

 

L’apertura odierna dei due titoli alla Borsa di Londra conferma il raffreddamento del mercato nei confronti delle ipotesi di merger. Rio Tinto è in ribasso di circa tre punti percentuali dopo pochi minuti dall’apertura delle contrattazioni mentre arretra del 2,20% circa.

 

(Notizia aggiornata alle 9:15)