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BFF Banking Group punta a Piazza Affari per confermare la tradizione di crescita in ogni scenario di mercato

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Questa mattina nella cornice del Four Seasons Hotel di Milano Banca Farmafactoring ha incontrato i giornalisti per spiegare il progetto di quotazione in Borsa Italiana intrapreso dal gruppo bancario fondato nel 1985 e dal 2006 controllato dal fondo di private equity Apax Europe VI.

L’offerta interessa il 31,16% del capitale di BFF Banking Group, quota che sale al 35,83% del capitale in caso di integrale esercizio dell’opzione greenshoe, e al momento è riservata solo agli investitori internazionali. Il prezzo di sottoscrizione delle azioni è stato fissato nella forchetta 4,7-5,9 euro, con una capitalizzazione potenziale compresa tra i circa 800 milioni di euro e circa 1.004 miliardi di euro.

A vendere le azioni è BFF Luxembourg, veicolo che controlla il 94,196% del capitale di BFF Banking Group detenuto dal 2015 da Centerbridge Partners Europe L.P. Altri azionisti di rilievo al momento della decisione di sbarcare in Borsa sono: Bracco SpA (3,274% del capitale), Mediolanum Farmaceutici Spa (1,206%), Molteni (0,849%) e Unione Fiduciaria (0,412%). Lo 0,063% del capitale è controllato da dipendenti titolari di azioni speciali.

Il collocamento è iniziato lo scorso 24 marzo e si concluderà il 4 aprile prossimo, salvo proroga o chiusura anticipata del periodo di offerta. Il prezzo finale dell’azione verrà fissato entro due giorni dalla conclusione dell’offerta. Ad oggi il primo giorno di quotazione a Piazza Affari è stato individuato in venerdì 7 aprile. Da quel momento anche gli investitori non professionali potranno acquistare sul mercato secondario le azioni di BFF Banking Group.

Il business di BFF Banking Group
BFF Banking Group è l’operatore leader nazionale ed europeo nella gestione e smobilizzo pro-soluto dei crediti commerciali vantati nei confronti degli enti della Pubblica Amministrazione e in particolare verso il Sistema Sanitario Nazionale. A seguito dell’integrazione della polacca Magellan, acquisizione finalizzata a inizio giugno 2016, Banca Farmafactoring ha allargato la propria presenza nei mercati europei. Ad ora è attiva in 6 Paesi: Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il mercato domestico nel 2016 ha rappresentato circa il 75% del business del gruppo, l’estero il 25%.

Banca Farmafactoring ha adottato negli anni un modello di business che verte su tre aree principali: il factoring pro-soluto, che rappresenta circa l’82% dei ricavi complessivi del gruppo, il credit management, il 4% dei ricavi, e i servizi finanziari alternativi alla Pubblica Amministrazione, che grazie al traino fornito dal business di Magellan rappresenta il 12% del giro d’affari.

Trend business e risultati economici
Con 409 dipendenti al 31 dicembre 2016, 193 facenti capo a Banca Farmafactoring, 32 a Farmafactoring España e 184 a Magellan, nel corso dell’ultimo esercizio BFF Banking Group ha visto i crediti verso la clientela attestarsi a 2,499 miliardi di euro con un margine di intermediazione combinato e rettificato di 175 milioni di euro, valore in crescita del 24% rispetto al bilancio chiuso il 31 dicembre 2015.

Grazie al contributo di Magellan, che nel 2016 ha riportato un utile netto rettificato per i costi straordinari pari a 9,6 milioni di euro, l’utile netto di BFF Banking Group ha raggiunto gli 88 milioni di euro. Dal 2013, quando l’utile netto si attestava a 47 milioni di euro, il tasso medio di crescita di questa voce di bilancio è stato del +23%.

Pur essendo legata al mondo bancario, BFF Banking Group si distingue dagli altri istituti di credito italiano per via della sua solidità patrimoniale e redditività. Il Rote, acronimo di Return On Tangible Equity e indicatore che misura la redditività operativa di una banca, negli ultimi 4 anni è sempre stato sopra il 20%, con un picco al 37% nel 2016 grazie ai benefici dell’acquisto di Magellan. La struttura dei costi vede un ratio Cost/Income del 32%, un CET1 2016 del 16,7% e un rapporto sofferenze nette/prestiti di appena lo 0,48%.

Le linee guida strategiche previste per lo sviluppo del gruppo
L’arrivo in Borsa non rappresenta un punto finale del percorso di crescita ma uno step intermedio. Il management della società è intenzionata a proseguire il suo sviluppo consolidando la propria posizione di leadership nei mercati di riferimento, ottimizzare le fonti di finanziamento, mantenere un’elevata qualità dell’attivo, della solidità patrimoniale e di distribuzione di dividendi agli azionisti, ampliare e diversificare i canali distributivi e diversificare costantemente il proprio portafoglio clienti, sia sul fronte geografico che settoriale.

L’intervista a Massimiliano Belingheri a FinanzaOnLine TV