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Bernanke rilancia il timore di una nuova stretta monetaria

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Lo spettro dell’inflazione continua ad aleggiare sull’economia Usa. E con esso il timore di un nuovo rialzo dei tassi. Il presidente della Fed Ben Bernanke, intervenuto ieri all’International Monetary Conference di Washington, ha espresso senza mezzi termini la sua preoccupazione per le spinte inflazionistiche in atto. I prezzi al consumo, depurati dai costi alimentari ed energetici, sono cresciuti del 2,8% in sei mesi e del 3,2% negli ultimi tre mesi, mentre l’aumento dell’indice dei prezzi alle spese personali è stato pari al 3% su base trimestrale. Un simile trend inflazionistico potrebbe essere al di sopra della soglia “che molti economisti, compreso il sottoscritto, considerano in linea con la stabilità dei prezzi e la promozione della crescita a lungo termine”. Il problema riceverà dunque “particolare attenzione” nella prossima riunione della Fed prevista per il 28 e 29 giugno. L’ombra dell’ennesima stretta monetaria, in un clima già teso per i segnali di rallentamento dell’economia e per le difficoltà diplomatiche con l’Iran, ha spinto al ribasso i principali indici borsistici statunitensi: il Dow Jones ha chiuso al livello minimo degli ultimi tre mesi (-1,77% a 11.049 punti), mentre il Nasdaq ha registrato un calo del 2,24%.