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Bernanke lancia il Qe3 ma butta un occhio anche sull’inflazione

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Ben Bernanke ha dato una nuova spinta al mercato azionario annunciando, al termine della riunione della Federal Reserve di ieri, il Qe3. Quaranta miliardi dl dollari al mese verranno immessi nell’economia mediante acquisto di Mbs. L’importo potrà essere incrementato se dal mercato del lavoro non arriveranno segnali di inversione di rotta. Accanimento terapeutico? Dose di stimolante per il mercato azionario ma con effetti sull’economia tutti da verificare? Secondo Charles Rotblut, chief financial advisor dell’Associazione americana degli investitori individuali il presidente della Federal Reserve vuole evitare una giapponesizzazione dell’economia Usa. Ossia uno stallo prolungato della crescita. Nell’aggiornamento settimanale dell’Aaii Rotblut sottolinea, tuttavia, l’introduzione di un obiettivo di inflazione da parte della Fed, al 2%. “Non ricordo di averlo mai notato in un comunicato Fed” scrive Rotblut che si chiede se ciò non rappresenti una contraddizione. Nei precedenti comunicati del Comitato di politica monetaria non veniva indicato un target così preciso. “L’inflazione nel medio termine si muoverà probabilmente a un livello pari o inferiore al 2%” si legge nel documento del Fomc.

La Fed sembra consapevole che l’ingente liquidità immessa sui mercati per evitare di prendere la strada del Sol Levante e i bassi tassi di interesse (rimarranno tra lo 0% e lo 0,25% fino ad almeno metà 2015) potrebbero avere ripercussioni sui prezzi. L’inflazione tendenziale negli Stati Uniti è all’1,4% ma è lo stesso comunicato a registrare “il recente incremento dei prezzi di alcune materie prime fondamentali. Le aspettative di inflazione del lungo termine sono tuttavia stabili”. Messa da parte per tutta la durata della crisi, l’inflazione potrebbe tornare a meritare attenzione nonostante il focus principale rimanga su crescita e mercato del lavoro. L’ancoraggio delle aspettative è il primo passo per evitare rischi.

La leggera crescita dei prezzi potrebbe trovare conferma oggi nel dato sull’inflazione statunitense ad agosto. La rilevazione headline è prevista in salita dello 0,6% rispetto al mese precedente contro lo 0% registrato a luglio. Su base tendenziale la crescita dei prezzi è attesa all’1,7% da 1,4% di luglio. L’inflazione core, depurata dei prezzi di energia e alimentari, dovrebbe essere in crescita dello 0,2% su base mensile (+0,1% a luglio) e del 2% rispetto ad agosto 2011 contro il +2,1% di luglio.

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