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Bernanke e Cina spingono l’aussie ai minimi dal 2010

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L’ufficializzazione dell’exit strategy spinge il biglietto verde. Seconda seduta positiva consecutiva per l’indice del dollaro che capitalizza l’ufficializzazione da parte del n.1 della Fed Bernanke della strategia di progressivo ritiro degli stimoli monetari: a meno di un peggioramento della situazione, il piano di acquisto asset, attualmente pari a 85 miliardi di dollari mensili, è destinato a essere ridotto entro la fine dell’anno.

Il rafforzamento del dollaro è tanto più evidente nei cross con le c.d. commodity currencies che pagano pegno alla correlazione inversa tra il biglietto verde e i prezzi delle materie prime e alle indicazioni in arrivo dalla Cina, dove l’indice Pmi relativo il manifatturiero preparato da Hsbc e Markit Economics a giugno, in versione flash, ha evidenziato una contrazione da 49,2 a 48,3 punti (consenso 49,4).

In questo contesto il dollar index avanza dello 0,6% a 81,88 punti mentre il cross tra il biglietto verde e la commodity currency per eccellenza, il dollaro australiano, arretra per la quinta seduta consecutiva attestandosi a 0,9213, lo 0,9% in meno rispetto al dato precedente. Nel corso della seduta il cross aud/usd è sceso a 0,9163, livello minimo dal settembre del 2010.