1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Bernanke affossa anche l’oro, quotazioni sotto i 1.300 $ per la prima volta dal settembre 2010

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Scivolone ai minimi dal lontano 2010 per l’oro. La conferma arrivata ieri sera da Ben Bernanke del probabile inizio della fase di riduzione degli acquisti di bond da parte della Fed, ha comportato un repentino apprezzamento del dollaro e un parallelo sell-off dalle commodity. Tra queste spicca il nuovo tonfo dell’oro che questa mattina è sceso sotto la soglia dei 1.300 dollari l’oncia per la prima volta dal settembre 2010. Il saldo da inizio anno vede l’oro in calo di oltre il 22%. Dai massimi storici toccati nel settembre 2011 (1.921 $) il metallo giallo ha perso oltre il 32%. 
“I forti acquisti sul biglietto verde e il crollo delle quotazioni dell’oro sembrano avvalorare la tesi secondo cui il ridimensionamento del piano di QE non tarderà ad arrivare”, commenta oggi Vincenzo Longo, market strategist di IG.
Le quote detenute nello SPDR Gold Trust, il più grande ETP al mondo sull’oro, ieri sono scese sotto al soglia delle 1.000 tonnellate per la prima volta dal febbraio 2009, con un calo di oltre 351 tonnellate da inizio anno.
Dollaro forte pesa anche su argento, petrolio e commodity currency. In forte discesa anche le quotazioni degli altri metalli preziosi con l’argento sceso anch’esso ai minimi dal settembre 2010 a ridosso di quota 20 dollari a tonnellata. Male anche le commodity energetiche con il petrolio Wti in area 96 dollari al barile, in calo di oltre il 2%. Tra le valute pagano dazio oggi le commodity currency proprio in scia alla discesa delle quotazioni delle materie prime. Il dollaro australiano in particolare questa mattina è andato a toccare i minimi dal settembre 2010 sotto quota 0,92 rispetto al dollaro Usa. Pesano anche le deboli indicazioni arrivate da Pechino con l’indice Pmi manifatturiero cinese elaborato da HSBC sceso a giugno a quota 48,3 punti rispetto ai 49,2 precedenti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 9 mesi. 

La discesa delle materie prime è dettata dal rafforzamento del dollaro statunitense che oggi si sta apprezzando con decisione in scia all’effetto delle parole di Bernanke. Il numero uno della Federal Reserve ieri sera ha rimarcato che, se l’economia statunitense continuerà a procedere verso la direzione prevista, gli acquisti di bond potrebbero iniziare a diminuire entro la fine dell’anno per interrompersi a metà 2014. La Federal Reserve in particolare è ottimista sul mercato del lavoro e vede nel 2014 la disoccupazione scendere tra il 6,5% e il 6,8%. Proprio il 6,5% è l’obiettivo indicato dalla Federal Reserve.