Berlusconi rilancia sulla ricapitalizzazione delle banche, parte il toto nomi

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 22/10/2008 - 09:33
"Forse due o tre banche oltre a Unicredit avranno vantaggi a essere ricapitalizzate". Parola di Silvio Berlusconi. Parlando a Napoli all'assemblea annuale degli industriali, il premier ha messo nuovamente mano alla sua visione sulle conseguenze per il sistema Italia della crisi finanziaria, alzando ulteriormente l'asticella rispetto alle esternazioni fino a oggi effettuate. Secondo il parere raccolto da Finanza.com presso un analista, dopo l'intervento da 10,5 miliardi di euro deciso ieri dal governo francese occorrerà aspettare l'approccio del governo tedesco, "a quel punto ci aspettiamo che anche le autorità italiane prendano una decisione".
 
Si tratterà comunque "di operazioni di mercato", ha precisato Berlusconi, eliminando i malumori di quanti vedrebbero di cattivo occhio un ingresso in forze dello Stato nel capitale delle banche, sebbene attraverso azioni privilegiate e quindi senza diritto di voto. Spazio dunque a interventi di ricapitalizzazione che coinvolgano in prima battuta altri esponenti del mercato e dunque concertati tra attori privati. Così come già previsto tra le righe del decreto di sostegno al sistema finanziario. 
 
Scatta così il toto nomi, o meglio il toto banche. Sotto esame i coefficienti patrimoniali, indicatori oggettivi dello stato di salute dei bilanci bancari. Il core-tier 1 in particolare, rapporto tra capitale proprio e il totale delle attività. Soglia rilevante quella del 6%, indicata in passato da Bankitalia come campanello d'allarme. Escludendo Unicredit, che con la ricapitalizzazione da 6,6 miliardi varata a inizio ottobre riporterà il ratio al 6,2%, la situazione delle banche italiane non appare comunque rosea. Sotto il 6% di core tier 1 viaggiano infatti Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Monte dei Paschi e Popolare di Milano. Tutti istituti negli scorsi mesi fortemente penalizzati da Piazza Affari.
 
Perdite evidenti agli osservatori del mercato e soprattutto agli azionisti, ma sancite anche dall'ultimo rapporto Indici e dati di Mediobanca. Dalla fotografia scattata a metà ottobre emerge che Unicredit è passata dal terzo all'ottavo posto nella classifica europea per capitalizzazione (dopo aver perso da inizio anno il 58,8%), mentre Intesa resta sesta nella speciale classifica di settore, sebbene con una flessione da gennaio del 44%. Scorrendo i dati tuttavia si osserva che dal '96 il rendimento medio annuo dei titoli bancari è stato pari al 12%, ossia di un punto e mezzo superiore a quello dell'indice generale. Chi avesse investito in Piazza Affari seguendo l'indice di riferimento dal 1999 a oggi avrebbe invece visto ridursi il proprio capitale. Le cose sarebbero andate meglio solo entrando a partire dal 2003 o molto prima, nel 1996.
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