Berlusconi non convince i mercati: vendite ancora protagoniste a Piazza Affari

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 04/08/2011 - 11:29
L'atteso intervento di Berlusconi in Camera e Senato ha sì sostenuto Piazza Affari ma solo per poco. Il Ftse Mib ha  aperto le danze in rialzo dell'1,80% a 17.310 punti, con i titoli bancari in testa al paniere principale, salvo poi ripiegare verso le 11 del mattino su ribassi superiori al mezzo punto percentuale.
 
Il mercato si attendeva un discorso deciso per promuovere o bocciare definitivamente il mercato e invece protagonista è stata la prudenza del Premier, soprattutto in vista dell'incontro di oggi con le parti sociali e Confindustria a Palazzo Chigi. Due sono stati i punti focali del discorso: il rilancio della delega fiscale e l'obiettivo di azzerare il fabbisogno per la fine dell'anno attraverso il blocco di alcune voci di spesa nel corso del 2011 per circa 14-15 miliardi di euro. "Bisogna puntare alla crescita" e per questo "è necessario attuare  al più presto la delega fiscale e assistenziale per un sistema "più favorevole a famiglie e imprese" ha precisato il premier.

In tema di mercati finanziari e dei ripetuti attacchi speculativi al Bel Paese, Berlusconi è convinto che a essere sotto tiro non è l'Italia in quanto la crisi non è soltanto italiana ma globale. "Le valutazioni degli investitori sui nostri titoli non tengono nel giusto conto la solidità del sistema bancario italiano, la salda posizione patrimoniale delle nostre famiglie e delle nostre imprese, il nostro contenuto indebitamento estero, l'assenza  di squilibri nel settore immobiliare e la politica di bilancio rigorosa durante la crisi", ha illustrato Berlusconi.
 
"l'Italia è solida", ha ribadito il presidente del Consiglio. E rivolgendosi direttamente ai mercati: "Occorre un piano di azione  immediato che risponda allo sviluppo dei mercati: dobbiamo considerare interventi  che sostanzialmente azzerino il fabbisogno finanziario nell'ultima parte dell'anno. Questo sforzo dovrà integrarsi con il crescente decentramento delle decisioni che è previsto dal federalismo fiscale". Ma non è tutto. In riferimento ai costi della politica, ricorda di aver firmato nella mattinata di ieri due decreti. Il primo "istituisce la commissione governativa affidata al presidente dell'Istat per procedere al livellamento delle cariche elettive e dei vertici delle amministrazioni italiane uniformandolo agli standard europei". Il secondo definisce "modi e usi delle auto blu per ridurne i costi e il numero".

Non viene risparmiato neanche lo Statuto del lavoro: "é giunto il momento di verificare il grado di consenso per provvedere all'esame parlamentare", ha chiosato il Premier.
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