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Berlusconi lascia ma l’Italia è sempre nel mirino

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Dopo una partenza in moderato rialzo, il Ftse Mib ha velocemente invertito la rotta. Il principale paniere di Piazza Affari arretra al momento di oltre 2 punti percentuali. Gli investitori non stanno così premiando la decisione di Berlusconi di dimettersi dopo l’approvazione della legge di stabilità. Anzi. Lo spread del Btp ha oltrepassato di slancio i 500 punti, arrivando a prezzare un rendimento di circa il 7%.

A causare un peggioramento nella fiducia degli investitori in titoli di Stato italiano incide indubbiamente la scelta dell’inglese LCH Clearnet. La casa di brokeraggio, che svolge il ruolo di clearing house per le transazioni internazionali di bond e pronti contro termine, ha deciso di elevare i margini richiesti per trattare tutti i titoli di Stato italiani e i prodotti indicizzati.

Coloro che vorranno negoziare questi strumenti ora dovranno depositare l’11,65% del valore del sottostante. In precedenza tale soglia era posta al 6,65%. L’ extra deposit è stato sollecitato proprio dalla percezione di rischio percepita dai mercati. Una situazione analoga si era avuta anche per Grecia, Portogallo e Irlanda: i margini vengono alzati cinque giorni dopo che lo spread ha superato i 450 punti base.

In questo contesto, con la decisione di LCH Clearnet che farà aumentare i costi di detenere titoli di Stato italiani causando un’ulteriore pressione di vendita, gli analisti hanno iniziato a diramare le prime note sull’annuncio delle prossime dimissioni di Berlusconi.

Gli esperti di Cmc notano come ora “rimane ancora da verificare come il nuovo governo italiano riuscirà a rispondere alle pressioni europee circa l’implementazione delle misure di austerity”. Il broker anglosassone pone l’accento sull’elevato debito che “rimane tale”.

Gli analisti di Fxcm ricordando come “ieri sera, dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, siamo corsi subito a guardare gli screen per vedere se qualche movimento era in partenza, ma l’aumento di volatilità è stato relativo ed ora possiamo definirlo come un fuoco di paglia”. La reazione di ieri sera dei mercati a loro dire è stata inevitabile “poiché nulla è ancora confermato, ma si tratta della comunicazione della volontà di intraprendere una determinata strada”.

Dal punto di vista degli accadimenti politici futuri, in caso di rassegnazione da parte del cavaliere delle dimissioni, tutto sarà nelle mani del Presidente della Repubblica. Napolitano dovrà decidere se formare un nuovo governo o indire le elezioni. “Sembra invece che per il momento l’idea di un esecutivo guidato da esponenti del Pdl oppure l’ipotesi di un governo tecnico, siano le meno probabili”, sostengono gli esperti del broker che evidenziano come “la fiducia degli investitori sarà condizionata alla soluzione adottata da Napolitano e crediamo che qualsiasi soluzione che non preveda delle elezioni anticipate possa essere positiva “. Non solo per la Borsa milanese, i Btp ma anche per la moneta unica.

Fxcm chiude la sua analisi con una considerazione specifica proprio sui decennali italiani: “I Btp sono molto vicini a quel 7% che molto probabilmente, se toccato, potrebbe aprire la strada verso obiettivi ancora più alti, andando giocoforza ad obbligare l’Italia a richiedere forme di sostegno addizionali all’Ue, in quanto gli acquisti di titoli di stato da parte della BCE, non avrebbero più effetto da soli”. La soglia indicata è la stessa che inizia a essere riportata dall’intera stampa mondiale e da tutte le televisioni che trattano di finanza o di attualità. Quello che è certo è che ora come ora l’Italia in questo momento di tutto ha bisogno, tranne che di perdere tempo.

Riccardo Designori
Ufficio Studi Brown Editore