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Berlusconi attacca il Patto di stabilita’

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E’ una tesi che ha sempre sostenuto, prendendo a modello la politica reaganiana, la necessità che sia lo Stato ad immettere denaro nel mercato in tempi di stagnazione. Ieri però Berlusconi si è spinto più in là di ogni precedente, dicendo in sostanza che il vincolo del 3% stabilito dal patto di Maastricht, ancorchè già riformato, non ha più attualità né senso e che “l’economia va sostenuta anche con interventi di spesa pubblica in deficit”. Il contesto è quello del vertice europeo di Hampton Court, alle porte della capitale inglese. Il tema non è nell’agenda dell’incontro tra i capi di governo, Berlusconi lo suggerisce durante i lavori e ne parla durante la conferenza stampa finale, invitando per l’ennesima volta la Banca centrale europea a cambiare strategia: “Non c’è alcuna preoccupazione per le finanze pubbliche. La preoccupazione dominante della Bce è di contenere l’inflazione, ma con un’economia in stagnazione bisogna cambiare prospettiva. E l’economia va sostenuta anche con interventi di spesa pubblica in deficit. Oggi l’eccezione è rappresentata dal rispetto del rapporto deficit-pil al 3%, anche se a questo rapporto si dà grande importanza”.