1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Benzina: cartello sui prezzi, nove compagnie nel mirino dell’Antitrust

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Cartello sui prezzi dei carburanti. E’ questa l’ipotesi da cui parte l’indagine dell’Autorità Antitrust su nove compagnie petrolifere. L’Antitrust vuole accertare l’esistenza di accordi contrari ai principi di concorrenza relativi al prezzo della benzina. Le compagnie coinvolte nell’indagine sono nell’ordine Eni, Esso, Q8, Shell, Tamoil, Total, Erg, Ip e Api. Queste compagnie petrolifere avrebbero “concordato la fissazione dei prezzi consigliati, che risultano di conseguenza aver avuto andamento parallelo, con variazione contestuale, di entità comparabile e di segno omogeneo, in violazione della normativa sulla concorrenza”, si legge nella nota dell’Authority. L’istruttoria si concluderà entro il marzo 2008 e in generale, secondo l’Antitrust, sono da rimuovere le rilevanti barriere all’ingresso presenti sul mercato. “La protezione da rivali esterni – prosegue la nota dell’Antitrust – ha permesso alle società di pilotare i prezzi di benzina e gasolio per rispondere all’evoluzione del settore (si consuma meno benzina e più diesel) e mantenere prezzi e margini lordi dei carburanti in rete più elevati in Italia che all’estero”. Il parallelismo dei pezzi risirebbe all’autunno 2004 quando Eni iniziò a utilizzare un metodo di fissazione dei prezzi meno legato all’andamento del costo della materia prima. I concorrenti di Eni avrebbero quindi deciso di uniformarsi non più ai criteri applicati a livello internazionale ma a quelli del Cane a sei zampe. Un parallelismo dei prezzi garantito anche dallo scambio di informazioni attraverso svariati canali e sicuramente favorito dalla trasparenza dei prezzi consigliati “che favorisce la collusione”. L’evidenza empirica dimostra come da dicvembre 2006 a oggi il prezzo del petrolio è sceso nell’ordine del 22% mentre quello della benzina nelle stazioni di sevizio italiane è calato in media solo dell’1,7%.