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Benzina e autostrade, i rincari sotto l’albero

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Che i cittadini italiani debbano sentirsi i più penalizzati del Vecchio continente ormai è il mantra scritto nel loro destino. L’ennesima conferma arriva dalla stangata che gli automobilisti del Belpaese troveranno sotto l’albero, proprio nel momento in cui si preparano le valigie per le partenze natalizie.


L’annosa questione del prezzo dei carburanti è stata riproposta dal confronto tra i prezzi industriali della benzina in Italia e nel resto d’Europa. Il differenziale a sfavore di chi vive nello Stivale è di oltre 5 centesimi di euro per litro e precisamente 5,3 se il raffronto viene effettuato con l’Unione europea a 15 e di 5,5 centesimi se i Paesi inclusi sono 25. E si tratta, come si diceva, del solo prezzo industriale ossia prima delle varie imposte, accise e balzelli che lo Stato mantiene sul prezzo dei carburanti. Dunque, il problema non sta solo nelle tasse ma anche più a monte ossia nella produzione e nella distribuzione.

“La situazione è preoccupante” è stato il commento del consigliere per l’energia del ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Il quale, per cercare di arrivare al bandolo della matassa che rende i portafogli degli italiani più leggeri ogniqualvolta si recano a un distributore, ha convocato i petrolieri per convincerli a praticare prezzi meno salati. Un’azione di convincimento che si affiancherà ai provvedimenti previsti in Finanziaria volti a sterilizzare l’Iva sulle accise che gravano sul prezzo della benzina e alla razionalizzazione della rete di distribuzione che procede a ritmi troppo lenti.


Intanto l’autorevole rivista di settore Quattroruote ha provveduto a stilare le pagelle delle società petrolifere, bocciando Shell, Api e Ip che nel 2007 hanno proposto i prezzi più elevati con un costo medio annuo al litro (per il self service) di 1,292 euro. Si sarebbero risparmiati ben 8 centesimi di euro al litro, invece, se nel corso del 2007 ci si fosse rivolti alla compagnia più virtuosa, la Tamoil, la quale ha praticato secondo la ricerca di Quattroruote un prezzo medio al litro di 1,284 euro. Minimo ormai il divario tra benzina e gasolio che, nella classifica stilata dalla rivista automobilistica, ha visto Shell praticare un prezzo medio al litro di 1,155 euro nel corso dell’anno contro l’1,148 della Tamoil. Tra i 21 e i 23 centesimi a litro i maggiori costi che gli automobilisti hanno dovuto sopportare per essere “serviti” alla pompa di benzina.


E se fermarsi al distributore diventa sempre più costoso, anche muoversi sulla rete autostradale italiane avrà costi maggiori dopo l’approvazione deigli aumenti dei pedaggi autostradali a partire dal prossimo primo gennaio. L’incremento sarà commisurato al rispetto dei piani di investimento nelle infrastrutture previsti dalle convenzioni con il ministero delle Infrastrutture e vedranno Autostrade per l’Italia in pole position con un +3,61% di aumento, contro i 6,37% richiesti dalla società.