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Bene Telecom e Generali, deboli Pop. Mi e Saipem

QUOTAZIONI Saipem
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All’interno di un S&P/Mib dove la lettera l’ha fatta da padrona, Telecom Italia (+2,01%) si è risvegliata a ridosso dell’uscita dei dati finaziari riferiti al 2005, che a livello di gruppo hanno mostrato un utile netto consolidato di 3,216 miliardi di euro, in crescita del 77% rispetto al precedente esercizio. Il mercato sembra inoltre avere apprezzato che il consiglio di amministrazione proporrà alla prossima assemblea dei soci del 12 aprile (13 seconda convocazione) un dividendo pari a 0,14 euro per le azioni ordinarie (+28,1% rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2004) e a 0,151 euro per le risparmio (+25,5% rispetto al 2004). Inoltre, il cda di Telecom Italia ha deciso di proporre all’assemblea un piano di buy back azionario da un massimo di un miliardo di euro. A Piazza Affari la corsa del titolo Telecom Italia ha dato una bella spinta in avanti anche all’altra blue chip della galassia Olimpia, ovvero Pirelli & C. (+1,12%). In controtendenza rispetto al generale andamento del mercato azionario italiano anche Seat Pagine Gialle (+0,86%), Lottomatica (+1,69), Bulgari (+1,21%), Aem (+0,74%), Generali (+0,82%) e la sua controllata Alleanza (+0,52%). Per quanto concerne il Leone di Trieste, il giorno dopo la presentazione del nuovo piano industriale triennale era logico che fioccassero i giudizi delle banche d’affari. Così, se Cheuvreux ha alzato il target price a 35 euro per azione, confermando il rating “outperform”, Jp Morgan ha fatto di più e ha ritoccato verso l’alto anche la raccomandazione, a “overweight”, con target price salito da 28,2 a 36 euro. Per contro, particolarmente deboli le popolari di Milano (-3,62%) e di Verona e Novara (-2,01%), e Unicredit (-2,12%). Rosso intenso per il petrolifero Saipem (-3,02%), che ha preso male la discesa delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali delle materie prime. Giù anche il titolo del risparmio gestito, Banca Fideuram (-1,83%), che in giornata ha reso noto che la raccolta netta totale (risparmio gestito e non gestito) del gruppo ha fatto registrare a febbraio un saldo positivo pari a 210 milioni di euro.