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Bellovoda: “Fomc e G7 non dovrebbero spingere l’euro sotto 1,29”

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A inizio febbraio due importanti appuntamenti potrebbero avere qualche riflesso sulla quotazione delle valute e in particolare sull’euro/dollaro. Si tratta della riunione del Fomc che con tutta probabilità deciderà di incrementare i tassi di interesse negli Stati Uniti di uno 0,25% e del G7. Spystocks ha chiesto a tal proposito un parere a Doriana Bellovoda di TraderMade: “Negli ultimi tempi sono state più d’una le dichiarazioni rilasciate da membri dell’amministrazione americana favorevoli a un rafforzamento del dollaro. Oltreoceano si è ormai capito che la risoluzione del problema dei deficit gemelli non può passare solamente attraverso lo sfruttamento della debolezza valutaria.” E in effetti il dollaro ha recuperato del terreno dai minimi toccati contro l’euro a fine 2004: “Tuttavia non credo che la decisione del Fomc sul rialzo dei tassi Usa possa determinare la rottura al ribasso di quella resistenza (1,29/1,2930) che più d’una volta, l’ultima tra ieri e oggi, ha respinto il cross euro/dollaro. E credo che neanche dalla riunione del G7 verranno novità in questa direzione anche se sicuramente ritornerà al’ordine del giorno il tema della valuta cinese, lo yuan, le cui quotazioni sono legate al dollaro. L’obiettivo è di fare sopportare anche ad altre valute, le asiatiche in primis, la debolezza della valuta statunitense che finora si è scaricata soprattutto su valute come l’euro o il dollaro canadese”.