Bel balzo del FTSE Mib. Vola Generali dopo i conti

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 14/03/2013 - 17:57
In verde gli indici statunitensi grazie ai dati macro sul mondo del lavoro risultati migliori delle attese. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia un incremento dello 0,40%, lo S&P500 dello 0,35% e il Nasdaq Composite dello 0,30%. Lo S&P500 è ormai molto vicino ai record storici segnati nell'ottobre 2007 a 1565 punti. Indici sostenuti dal piano di QE della Federal Reserve e dall'ottima stagione di trimestrali pubblicate dalle imprese americane.

Oggi a infiammare il mercato azionario è stato soprattutto il brillante dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, ben inferiori alle aspettative. Le cifre positive sul mondo del lavoro statunitense confermano gli sforzi della FED per sostenere il fronte occupazionale. L'amministrazione Obama e la Banca Centrale USA hanno proprio fissato l'obiettivo di abbassare il tasso di disoccupazione al 6,5% (al momento al 7,7%) il prima possibile attraverso gli stimoli legati alla politica monetaria ultra-accomodante.

Se il trend sul mercato del lavoro dovesse continuare a essere positivo il governatore della FED, Ben Bernanke, potrebbe finalmente decidere di staccare la spina del QE e annunciare la fine delle strategie monetarie espansive. Positive anche le piazze azionarie europee. Da segnalare sul fronte macro che è iniziato a Bruxelles il Consiglio Europeo.

Italia: bel balzo per il FTSE Mib, forti acquisti su Generali
A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato in rialzo del 2,40% a 16131 punti. La reazione per essere significativa dovrà superare la resistenza in area 16260 punti, oltre alla quale, si creerebbero i presupposti per una estensione dell'allungo in direzione degli obiettivi situati a 16900. Forti acquisti su Generali dopo i conti 2012. In verde i bancari.

Valute: eur/usd segna nuovo minimo annuale ma poi recupera
Dopo aver toccato un minimo intraday a 1,2911, bottom degli ultimi tre mesi, il cambio eur/usd evidenzia una reazione risalendo fino a 1,30 circa. Il quadro grafico resta, tuttavia, molto debole, solo una perentoria vittoria al di sopra di 1,3075 potrebbe dare la forza al cross per raggiungere 1,3135. L'eventuale cedimento di 1,2911 introdurrebbe invece una flessione verso 1,2880, livello strategico non solo in ottica di breve periodo.

Macro: ottimi segnali dal mondo del lavoro USA
Sul fronte macro, molto bene le richieste di sussidi di disoccupazione scese a 332 mila unità (consensus 350 mila unità). Inoltre è stato comunicato che l'indice dei prezzi alla produzione ha mostrato nel mese di febbraio un incremento dello 0,7% su base mensile e dell'1,7% su base annuale. L'indice core (esclusi energetici e alimentari) ha registrato una crescita dello 0,2% m/m e dell'1,7% a/a.

Titoli di Stato: l'Italia si toglie il fiato della Spagna dal collo
Sul fronte governativo, l'agenzia del Tesoro del Paese Iberico ha collocato 803 mln di euro in un'asta straordinaria di titoli a medio/lungo termine con rendimenti in calo e bid to cover ratio molto consistenti. Nonostante la positiva asta, il rendimento del decennale spagnolo è salito al 4,85% allontanandosi cosi' rispetto al rendimento del btp decennale italiano ora al 4,64%. Lo spread bono/btp che era sceso a 5 pb nella giornata di ieri evidenzia un aumento a 21 pb.

Riteniamo tuttavia che le forti tensioni legate all'incertezza politica italiana potrebbero farsi sentire proprio nelle prossime settimane quando i leader politici dovranno trovare un accordo per la formazione di un nuovo governo. Il sorpasso della Spagna potrebbe quindi essere solo rimandato.

Commodity: oro ancora debole
I dati macro positivi statunitensi alimentano la view tra gli operatori di un ritiro anticipato del quantitative easing da parte della Fed. Dal punto di vista grafico, il debole tentativo di attaccare quota 1600 dollari/oncia di ieri non è ancora del tutto sfumato.

A sostenere un rally dell'oro in questo momento potrebbe essere solo un ritorno delle tensioni in Europa o il timore di una bolla sui Treasury Usa. In ottica settimanale, un superamento di 1600 dollari aprirebbe lo spazio per un'accelerazione sino a 1620, massimo del 26 febbraio. Al contrario, segnali negativi giungerebbero sotto 1575 dollari, con possibilità di discesa sino a 1555 dollari.


VINCENZO LONGO
Market Strategist IG
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