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Bce: Weidmann torna alla carica, tassi bassi per un periodo prolungato renderanno difficile l’exit strategy

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Più il costo del denaro resterà ai minimi storici, più sarà difficile ritirare le misure di sostegno all’economia. È questo il monito che arriva dalle parole di Jens Weidmann, governatore della Bundesbank e membro del board della Banca centrale europea.

Dopo aver ribadito qualche giorno fa nel corso di un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, che i tassi di interesse nell’Eurozona non resteranno bassi per anni perché  questo metterebbe a rischio la stabilità finanziaria, Weidmann, intervenuto poco fa ad Amburgo, è tornato alla carica.
Nonostante “il falco dei falchi” riconosca che misure come il taglio del costo del denaro, la fornitura alle banche di liquidità illimitata e la “forward guidance” rappresentino provvedimenti “sostanzialmente corretti”, “l’efficacia delle politiche monetarie espansive diminuisce con il crescere della loro durata e i rischi per la stabilità finanziaria aumentano”. E in questo contesto, “il ritiro delle misure di stimolo diventa più difficoltoso”.

La Banca centrale europea a luglio ha fornito per la prima volta una “forward guidance”, ha cioè annunciato in anticipo come si svilupperà la politica monetaria in futuro. L’Eurotower si è impegnata a mantenere il costo del denaro al minimo storico dello 0,5% per un “periodo di tempo esteso”.

Il n.1 della BuBa ha poi proposto di eliminare il trattamento preferenziale accordato nei bilanci degli istituti di credito ai bond sovrani. “Eliminare la preferenza riconosciuta nei bilanci bancari al debito sovrano rispetto ai prestiti alle imprese rappresenterebbe una misura importante per favorire la concessione dei prestiti”.