Bce: turbolenze mercati ostacolano crescita, necessarie riforme strutturali

Inviato da Redazione il Gio, 17/06/2010 - 11:30

La crescita della zona euro resterà moderata. Gli ostacoli principali della ripresa sono le turbolenze sui mercati finanziari e la debolezza del mercato del lavoro. E' questa la fotografia scattata dalla Banca Centrale Europea nel suo bollettino di giugno, secondo cui anche "il processo di aggiustamento dei bilanci in corso" potrebbe minare la ripresa dei Paesi dell'Eurozona.

Sul mercato del lavoro le prospettive non sono rosee, visto che la disoccupazione (10,1% ad aprile, top dal 1998) dovrebbe aumentare moderatamente nei prossimi mesi anche se "le aspettative sono risalite dai loro minimi". Giudizio positivo sugli sforzi messi in atto dai Paesi dell'area per correggere le loro finanze pubbliche e "invertire il rapporto debito/Pil".

"Tutti i Paesi devono essere in grado di garantire la fiducia dei conti pubblici", si legge nel rapporto dell'Eurotower. Gli obiettivi di bilancio, come ad esempio il rientro sotto la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil, "devono essere raggiunti". Di conseguenza tutti i Paesi devono "rispettare gli impegni a correggere i debiti pubblici elevati e a ridurre la loro vulnerabilità".

Per superare gli ostacoli, la Bce invita i Governi ad applicare le riforme strutturali per garantire crescita e occupazione. Riforme concentrate soprattutto sul mercato del lavoro: aggiustamento dei salari, incremento della flessibilità dei prezzi e aumento della competitività.

L'istituto guidato da Jean Claude Trichet auspica inoltre un "importante ristrutturazione del settore bancario": coefficienti patrimoniali sani e gestione efficace del rischio sono fondamentali per "evitare shock e garantire un adeguato accesso al  credito". Accesso al credito che si riflette sulla "stabilità finanziaria e sulla creazione di nuovi posti di lavoro".

La Bce, infine, ritorna a chiedere alla banche di rafforzare il proprio patrimonio, anche attraverso le misure di sostegno messe in atto dai singoli Paesi. L'Eutower, inoltre, non esclude "ulteriori aggiustamenti" all'interno dei bilanci degli istituti di credito europei.

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