1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Bce: tra quantitative easing e dissapori interni, cosa deciderà giovedì?

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Sale l’attesa per la riunione della Banca centrale europea (Bce), in programma giovedì 4 dicembre, con gli operatori che si interrogano sul possibile annuncio di nuove misure straordinarie. “L’ultima serie di dati macro migliori del previsto per la zona euro dovrebbero spingere la Bce a rimanere ferma nella riunione di questa settimana”, sostengono gli analisti di Ing, ricordando una crescita del Pil migliore delle stime nel terzo trimestre, oltre che una fiducia e una inflazione core (escluse dalle componenti più volatili) stabili. “Non è certo un quadro roseo per la zona euro – ammettono da Ing – ma rispetto alla valutazione di novembre, la
situazione è migliorata piuttosto che peggiorata”. Guardando al futuro, il calo dei prezzi dell’energia rappresenta una benedizione e una maledizione per la Bce: da una parte sostiene l’attività economica, dall’altra pesa sull’inflazione. Proprio quest’ultimo aspetto dovrebbe tradursi in una revisione al ribasso delle stime di inflazione da parte della Bce nella riunione di giovedì (a settembre aveva pronosticato una inflazione all’1,1% nel 2015 e all’1,4% nel 2016). In quest’ottica salirebbe certamente la pressione sull’Eurotower affinché adotti misure supplementari. E anche l’altro fattore indicato da Mario Draghi per ulteriori azioni (vale a dire le misure attuali non saranno sufficienti a raggiungere il nuovo obiettivo di bilancio) spinge in questa direzione, visto il basso ammontare di acquisti fatti finora. Tuttavia, c’è da chiedersi se un quantitative easing in salsa europea risolverebbe tutti i mali dell’Eurozona. “I canali di trasmissione di un qualsiasi quantitative easing e il suo impatto sull’economia reale rimangono incerti”, rispondono da Ing, che indicano come effetto sicuro solamente un euro più debole. “Finché i mercati rimangono convinti della volontà della Bce di agire, l’indebolimento dell’euro dovrebbe continuare senza che la Bce acquisti un solo titolo di Stato”, affermano gli analisti. Una cosa sembra comunque certa: la tensione e i dissapori interni alla Bce che potrebbero portare problemi sotto l’albero di Natale.