Bce: tassi invariati allo 0,75%. Draghi: crescita rimane debole, piano antispread pronto

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 04/10/2012 - 16:07

Tassi invariati, previsioni macro confermate e ricetta anti-crisi ribadita. Questo in sintesi ciò che è emerso dalla riunione della Banca centrale europea, che ha deciso all'unanimità di lasciare il costo del denaro fermo allo 0,75%, come previsto dal mercato. Pochi spunti sono arrivati anche dalla conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, svoltasi a Kranj, in Slovenia (ogni anno l'Eurotower tiene due delle sue riunioni mensili al di fuori di Francoforte).

Previsioni macro confermate
La Bce ha confermato le sue stime sulla crescita e sull'inflazione nell'Eurozona, dopo averle riviste nella riunione di settembre (l'economia dell'Eurozona si contrarrà tra lo 0,2 e lo 0,6% nel 2012 e registrerà un -0,4/+1,4%  nel 2013). "Il Pil sarà ancora debole e la ripresa sarà molto graduale", ha dichiarato Dragi nella conferenza stampa: "Abbiamo visto nell'ultimo periodo un rallentamento sulla crescita e molte difficoltà nell'attività manifatturiera, ma vediamo un miglioramento nell'accesso al credito", ha proseguito. Il numero uno della Bce ha poi precisato che "i rischi sulla crescita sono al ribasso", affievolendo le attese per un possibile taglio dei tassi nei prossimi mesi. "L'inflazione rimarrà sopra il 2% nel 2012 e scenderà solo nel 2013", ha confermato Draghi.

Il punto sulla crisi
Il presidente dell'Eurotower ha ribadito poi la sua ricetta contro la crisi: occorre implementare il prima possibile il fiscal compact e proseguire sulla strada dell'unione bancaria, sviluppando una supervisione sulle banche e sui fondi salva-Stati, perchè "ci sono ancora sfide importanti" e "l'euro è irreversibile". Draghi ha invitato ancora una volta i governi degli Stati membri a perseguire sulle riforme. E proprio su questo punto ha lanciato una nota di merito al Portogallo,"un esempio di progressi significativi", e alla Spagna, che ha compiuto progressi notevoli in pochi mesi. E riguardo a Madrid e alla possibilità di richiesta di aiuti, Draghi non si è sbottonato confermando il fatto di essere pronti ad attivare il piano antispread in caso di necessità.

Il piano di acquisto di bond
L'Outright Monetary Transactions (Omt) "ha ridotto le tensioni sui mercati e permetterà in futuro di migliorare la fiducia nell'Eurozona". E' stato questo il commento di Draghi, dopo che nella riunione di settembre aveva lanciato il piano che prevede da parte della Bce l'acquisto illimitato di bond degli Stati dell'Eurozona con scadenza fino a tre anni. Il meccanismo sembra pronto per entrare in azione, ora la palla passa ai governi. 

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