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Bce: tassi fermi, politica resta accomodante. Ripresa graduale nel 2013

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Ripresa graduale prevista entro la fine dell’anno e revisione delle stime di crescita e di inflazione. Con una Banca centrale europea (Bce) che continuerà a monitorare la situazione e sarà pronta ad agire sui tassi qualora fosse necessario. Questi gli aspetti salienti elementi emersi nel corso della conferenza stampa del presidente Mario Draghi che ha seguito la decisione del consiglio direttivo in termini di politica monetaria. Invariato il costo del denaro nell’area euro all’0,50% dopo il taglio di 25 punti base apportato a inizio maggio. Fermo anche il tasso sui depositi, attualmente pari allo zero.
L’ex Governatore ha dichiarato che “le pressioni sui prezzi appaiono limitate nel medio termine” e le informazioni giunte dalla congiuntura “hanno confermato la validità della nostra decisione di tagliare i tassi all’inizio di maggio”. 
L’attività economica dovrebbe recuperare nella restante parte dell’anno, seppur a un ritmo moderato. E secondo le previsioni snocciolate oggi dall’Eurotower il Prodotto interno lordo (Pil) della zona euro dovrebbe contrarsi quest’anno dello 0,6% contro il -0,5% indicato tre mesi fa. Riviste leggermente al rialzo le nuove stime per il 2014 che danno l’economia in crescita dell’1,1%. Sono state ritoccate anche le previsioni sull’inflazione, che passano quest’anno dall’1,6% all’1,4%. 
Ma rimane il problema disoccupazione, con il tasso che ha raggiunto secondo Draghi livelli “inaccettabili” in particolare tra i giovani “sui quali è stata scaricata tutta la flessibilità”. Quanto alla consolidamento fiscale e alle riforme strutturali, la Banca centrale europea ha accolto i progressi fatti e ha incoraggiato i Governi a continuare a percorrere questa strada, mantenendo la stessa intensità degli sforzi per ridurre i deficit di bilancio.  
Nel corso della conferenza stampa Draghi, rispondendo a una domanda di un giornalista, ha toccato il tema delle misure no standard. “Abbiamo avuto ampia discussione sulle possibili misure no standard da adottare – afferma il numero uno dell’isituto di Francoforte – abbiamo discusso degli Asset-backed Securities (Abs), ma anche del programma Ltro e delle politiche di garanzia collaterali”. 
Soffermandosi sulle cartolarizzazioni Draghi ha spiegato che “la situazione è più difficile, il mercato degli Abs era morto e poi c’è un problema di liquidità”. Secondo Draghi l’Omt (Outright monetary transactions) ha rappresentato invece una delle misure che ha riscosso il maggiore successo nell’ultimo periodo e che ha portato stabilità sui mercati. 
Vendite diffuse sui listini europei dopo le parole di Mario Draghi che ha ridotto le probabilità che la Bce metta in campo nel breve periodo nuove misure di sostegno all’economia . “Agli operatori non sembra essere piaciuto il dietrofront che il numero uno di Francoforte ha fatto in merito alle misure non convenzionali legate all’utilizzo degli Abs”, ha rimarcato Vincenzo Longo di IG. Draghi ha infatti precisato che sono strumenti che hanno impatto sul mercato nel medio lungo periodo e non nel breve e quindi non adatti per riportare la crescita. “La mancanza di un’alternativa utile per risollevare le sorti dell’Eurozona che ha un tasso di disoccupazione intorno al 12% pesa ora come un macigno in capo alla Bce che deve affrettarsi per evitare un peggioramento della recessione” ha aggiunto Longo.
(News aggiornata alle 18)