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Bce, tapering QE ed euro: Draghi costretto a fare un’ammissione. Rumor sui suoi piani

Appuntamento alle 14.30 ora italiana del prossimo giovedì 7 settembre quando Mario Draghi, numero uno della Bce, darà il via alla consueta conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi.

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Appuntamento alle 14.30 ora italiana del prossimo giovedì 7 settembre quando Mario Draghi, numero uno della Bce, darà il via alla consueta conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi. Dopo aver ripetutamente deluso i mercati, che hanno sperato fino all’ultimo di sentire qualche sua dichiarazione in merito a un possibile tapering del QE in occasione del simposio di Jackson Hole, Wyoming, difficilmente Draghi potrà continuare a sventare le domande sulle prossime mosse che intende adottare.

Il 67% degli economisti intervistati da Bloomberg ritiene che, di fatto, una dichiarazione di Draghi ci sarà: e sarà quella con cui il numero uno della Banca centrale europea sarà costretto a riconoscere la forza dell’euro e dunque a menzionare l’apprezzamento della valuta, che quest’anno è salita del 13% nei confronti del dollaro.

Dagli $1,04 di gennaio, l’euro ha superato anche la soglia di $1,20, per poi ritracciare nei giorni scorsi e oscillare attorno a $1,19.

Ma cosa succederà, a questo punto, al tapering del Quantitative easing?

Proprio le aspettative di un tapering entro la fine dell’anno hanno inciso più di tutte sul rally dell’euro, che è salito scontando la fine della politica monetaria ultra-accomodante dell’era Draghi.

Il rally è stato scatenato soprattutto dalle parole che il banchiere ha proferito a giugno, quando ha detto di considerare necessario un aggiustamento della politica monetaria, vista l’accelerazione dell’economia.

I tori si sono così radunati puntando al rialzo sul cambio eur-usd, prima che nuove indiscrezioni rivelassero, lo scorso venerdì, che il tapering sarà in ogni caso graduale, proprio per evitare un apprezzamento eccessivo dell’euro, che finirebbe con lo zavorrare le esportazioni e, di conseguenza, i fondamentali delle economie dell’area euro che da esse dipendono.

Tanto che ora la maggioranza degli economisti ritiene che la Bce inizierà a ridurre il piano QE in modo graduale, e nell’arco di circa nove mesi, a partire dal gennaio del 2018.

Ciò significa che prima, in occasione del meeting del 26 ottobre, l’istituto annuncerà l’estensione del Quantitative easing al 2018, lasciando contestualmente intendere che, gradualmente, la quantità di asset che acquista ogni mese sarà ridotta.

 

Il primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce arriverà, secondo la maggioranza dei partecipanti al sondaggio di Bloomberg, soltanto dopo il 2018.

Così a Bloomberg Sebastiaan van Geffen, economista presso Rabobank:

“Draghi non dirà in modo specifico che la Bce avvierà il tapering degli acquisti. Piuttosto, riteniamo che la Bce cercherà di gestire la questione in modo tale da dotarsi di una certa flessibilità, riguardo all’ammontare (mensile) da acquistare.