Bce: il taglio dei tassi? E’ irrilevante! I mercati vogliono di più

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All’indomani della mossa della Banca centrale europea (Bce), che ha tagliato di dieci punti base i tassi di riferimento portandoli a nuovi minimi storici, scatta l’ora delle riflessioni. Cosa comporterà effettivamente questa sforbiciata sui tassi e il piano di acquisto Abs annunciato ieri? Per ora gli asset rischiosi hanno risposto positivamente alle notizie provenienti da Francoforte: le Borse europee hanno accelerato al rialzo, i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi e l’euro si è deprezzato. Ma attenzione a lasciarsi prendere da facili entusiasmi, perché l’effetto positivo potrebbe svanire presto. Ne sono convinti gli analisti di Schroders: Azad Zangana, european economist, e il suo collega Chris Ames, senior FI portfolio manager. Secondo i due esperti, la mossa della Bce è del tutto irrilevante e presto i mercati se ne accorgeranno.  
“A nostro avviso, il taglio dei tassi di interesse è totalmente irrilevante. A causa dell’eccesso di liquidità nei mercati monetari, i tassi di breve termine sono al di sotto del tasso di riferimento della Bce già da un po’ di tempo: il taglio di ieri avrà quindi un impatto prossimo allo zero“, sostengono i due.
Anche per quanto riguarda il piano di acquisto di Abs, non c’è da entusiasmarsi. “L’acquisto di Abs è progettato per trasferire il rischio dei pacchetti di prestiti dalle banche all’Eurotower, elemento che in teoria dovrebbe liberare del capitale delle banche stesse in modo che possano incrementare i prestiti alle famiglie e alle imprese – spiegano – Naturalmente, non c’è alcuna garanzia che gli istituti di credito decidano di aumentare i prestiti, soprattutto poiché alcuni sono sotto pressione (da un punto di vista regolamentario) affinché aumentino le proprie quote di capitale core”. 
Inoltre, secondo JP Morgan, il mercato degli Abs in Europa è molto limitato in termini dimensionali: vale circa 1.200 miliardi di euro ma, escludendo le emissioni fuori dall’Eurozona, la somma si riduce a 885 miliardi. Tuttavia, poiché la maggior parte dello stock di Abs esistente è utilizzato come collaterale per accedere alle varie operazioni di pronti contro termine della Bce, nel mercato secondario l’ammontare di Abs disponibili è pari a circa 251 miliardi di euro – poco meno del 2,6% del Pil, calcolano da Schroders. 
“Rispetto alle dimensioni del bilancio della Federal Reserve americana, pari a 4.400 miliardi di dollari (circa 5.700 miliardi di euro), gli acquisti di Abs della Bce probabilmente non saranno abbastanza significativi da avere un vero impatto sull’economia reale – avvertono i due analisti – Inoltre, dal punto di vista degli operatori di mercato, l’Eurotower probabilmente prenderà il posto degli acquirenti di lungo termine di questa asset class e potrebbe quindi potenzialmente danneggiare il mercato nel lungo periodo“.
“Le limitazioni del mercato degli Abs hanno naturalmente spinto gli investitori ad arrivare alla conclusione che la Bce sarà alla fine obbligata a comprare altri asset e, in particolare, titoli di Stato, come fatto in passato dalla Fed e dalla Bank of England. Per adesso, questo punto non è nell’agenda della Bce e se le proiezioni dello staff dell’Eurotower sono corrette nel vedere una ripresa della crescita e dell’inflazione nel 2015, l’istituto di Francoforte potrebbe non doversi mai impegnare in questa controversa operazione”, concludono da Schroders.
Si sottolinea infatti che Draghi ha rivelato come alcuni membri del Consiglio direttivo volessero attuare uno stimolo maggiore rispetto a quello poi deciso, mentre una minoranza si è espressa in senso contrario ai provvedimenti varati ieri. “Ciò suggerisce che c’è ancora molta resistenza al quantitative easing (QE), ma anche che opzioni più aggressive sono ancora disponibili – affermano Zangana e Ames – Data la reazione dei mercati, gli investitori stanno chiaramente scommettendo sulla probabilità che a breve l’Eurotower approvi ulteriori stimoli“.