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Bce taglia i tassi al minimo storico dello 0,50%. Draghi: politica accomodante finchè necessario

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La Banca centrale europea ha reagito alla continua debolezza della congiuntura e ha tagliato i tassi di interesse di 0,25 punti basi al nuovo minimo storico dello 0,50%. La mossa, attesa dal mercato, arriva dopo nove mesi di conferma del costo del denaro allo 0,75% (l’ultimo taglio risale infatti al luglio 2012). La decisione è stata presa dal Consiglio direttivo con un forte consensus.

La sforbiciata è stata dettata dal peggioramento del quadro economico, con un Prodotto interno lordo in calo per cinque trimestri consecutivi, una debolezza della fiducia e un peggioramento del mercato del lavoro, che ha raggiunto un nuovo record, mentre l’inflazione nella zona euro ha registrato un significativo rallentamento.

Durante la conferenza stampa tenuta a Bratislava, il governatore della Bce, Mario Draghi, ha assicurato che “la politica monetaria rimarrà accomodante finchè necessario”. Non solo. La Bce ha deciso di prolungare fino a luglio del 2014 le aste con cui fornisce liquidità a scadenza trimestrale a favore delle banche commerciali. L’Eurotower continuerà a “monitorare da vicino le informazioni economiche e gli sviluppi monetari”.

Secondo le previsione dell’istituto di Francoforte, la ripresa economica dell’Eurozona si vedrà “nella seconda parte dell’anno”, con rischi al ribasso rappresentati da una maggiore debolezza della domanda interna e da un rallentamento nell’attuazione delle riforme strutturali. Per questo, Draghi ha invitato ancora una volta i Paesi a continuare con gli sforzi per ridurre i deficit, “a intensificare le riforme strutturali” e “procedere nel programma di ricapitalizzazione delle banche”, precisando che dopo l’austerità occorre ora puntare sulla “crescita sostenibile e l’occupazione”.

Di fronte alla continua stretta creditizia soprattutto per le piccole e medie imprese, il presidente della Bce ha ribadito che “è essenziale ridurre la frammentazione del credito e rafforzare la tenuta delle banche”. E a questo riguardo “è fondamentale implementare il più rapidamente possibile l’unione bancaria e il meccanismo di vigilanza bancaria unico”. Nessun dettaglio è invece arrivato sulle misure non convenzionali di sostegno alle piccole e medie imprese, su cui lo scorso mese la Bce ha avviato uno studio. “Siamo ancora in una fase preliminare – ha fatto sapere Draghi – non abbiamo raggiunto nessuna conclusione”.