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Bce, schiaffo alla Lega: Andrea Enria, a capo Eba e sostenitore bail-in, diventa numero uno vigilanza banche

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Cambio ai vertici della Bce: Andrea Enria, proprio il numero uno dell’Eba – che ha da poco diffuso i risultati degli stress test – è stato scelto dalla Bce per prendere il posto di Daniele Nouy, e prendere così il timone della divisione di supervisione bancaria della Banca centrale europea.

La scelta dovrebbe dare il via libera a un’altra importante nomina: quella del governatore della Banca centrale dell’Irlanda, Philip Lane, per la posizione di responsabile economista del Board esecutivo della Bce, al momento ricoperta da Peter Praet.

Stando a quanto riporta Bloomberg Lane, il cui nome era stato fatto anche in riferimento ai candidati papabili a prendere il posto del numero uno della Bce Mario Draghi, viene considerato un pragmatico: di conseguenza, non ci dovrebbero essere grandi scossoni alla politica monetaria.

Allo stesso tempo viene rilevato che, per limitare gli eccessi finanziari, il banchiere potrebbe optare più per politiche macroprudenziali piuttosto che spingere per modifiche ai tassi di interesse. Questa sua caratteristica potrebbe di conseguenza renderlo più colomba almeno per quanto concerne il costo del denaro dell’Eurozona.

Ciò che catalizza l’attenzione, in Italia, è però soprattutto la scelta di Andrea Enria a sostituire Nouy nella carica di massimo supervisore delle banche dell’Eurozona.

Con un articolo scritto da Alessandro Barbera, La Stampa mette in evidenza tutta l’ironia della sorte. Barbera ricorda infatti come Andrea Enria sia “il più intransigente fra i funzionari italiani delle istituzioni comunitarie“.

La sua nomina non è andata affatto liscia, visto che sarebbe potuta avvenire già due settimane fa al parlamento di Strasburgo. A far saltare tutto, fino alle ultime ore, è stata la Lega – riporta ancora La Stampa – che, con il rappresentante Marco Zanni ha fatto mancare in quell’occasione il sostegno del Carroccio, “costringendo Francoforte a mettere l’ultima parola”.

Tra l’altro, “sulla carta Enria partiva svantaggiato. Benché ne apprezzassero indipendenza e rigore, i tedeschi e i suoi alleati nordici (Austria e Olanda) avevano deciso di scegliere la Donnery (irlandese Shannon Donnery)”.

Ma alla fine a decretare la sua nomina allo scranno di Daniel Nouy sono stati lo stesso Mario Draghi, la maggioranza degli altri esponenti del Consiglio direttivo della Bce e il governatore Ignazio Visco. Così come anche, tra gli altri fattori determinanti, è stato il sostegno arrivato dal ministro dell’economia Giovanni Tria.

Sarà dunque Andrea Enria ad assumere la funzione di faro delle banche italiane.  E la notizia di certo non rallegra molti in Italia, soprattutto se si considera l’appoggio che il funzionario non ha mai nascosto di dare al bail-in, istituzione dell’Ue che prevede che, in caso di risoluzione delle banche, a pagare siano in primis i correntisti con depositi superiori a 100.000 euro; azionisti e obbligazionisti. E che riporta praticamente lo spettro della tragedia degli azionisti azzerati di diverse banche italiane: storia, tra l’altro, recente.