Bce: ripresa moderata e disoccupazione in miglioramento. Pronti strumenti non convenzionali

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 10/04/2014 - 11:17
La ripresa nell'Eurozona rimane costante e moderata e piccoli miglioramenti si iniziano a vedere anche sul mercato del lavoro, anche se la disoccupazione rimane a livelli elevati. Questo in sintesi il quadro disegnato dalla Banca centrale europea (Bce) nel suo ultimo rapporto mensile, diffuso oggi, dove si dice pronta a intervenire anche con strumenti non convenzionali in caso la situazione peggiorasse. 

A che punto è la ripresa nell'Eurozona
Dai dati del primo trimestre di quest'anno emerge una crescita moderata nella zona euro. "La ripresa in atto è sempre più sostenuta dal consolidamento della domanda interna", si legge nel bollettino della Bce, che rimane fiduciosa sul futuro. Secondo la Bce, nei prossimi mesi si dovrebbe concretizzare un ulteriore aumento della domanda interna, favorito dall'orientamento accomodante della politica monetaria, dai continui miglioramenti delle condizioni di finanziamento che si trasmettono all'economia reale e dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Inoltre, i redditi reali beneficiano di un andamento moderato dei prezzi, in particolare di quotazioni dell'energia più contenute. L'attività economica dovrebbe trarre vantaggio anche da un graduale rafforzamento della domanda di esportazioni.

Ma...
Non mancano i rischi per le prospettive economiche dell'area dell'euro. "Gli andamenti nei mercati finanziari mondiali e nei paesi emergenti, nonché i rischi geopolitici, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche - illustra la Bce - Altri rischi includono una domanda interna inferiore alle attese e un'attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell'area, nonché una crescita più debole delle esportazioni". Rimane poi il tasto dolente della disoccupazione, ancora elevata. Senza contare che gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato, imposti dalle stesse autorità europee ai singoli paesi, continueranno a pesare sul ritmo della ripresa economica, rallentandolo. 

Disoccupazione elevata, ma in miglioramento
I mercati del lavoro dei singoli paesi europei "hanno iniziato ora a mostrare i primi segni di miglioramento - rileva la Bce - Ciò è in linea con il consueto ritardo della loro risposta ai miglioramenti dell'attività economica". Sebbene la disoccupazione rimanga su un livello elevato, i dati delle indagini campionarie hanno registrato un ulteriore miglioramento, ma indicano nondimeno un rafforzamento solo graduale dei mercati del lavoro nel prossimo futuro.

Inflazione bassa o deflazione?
Alla luce degli ultimi dati sull'inflazione nella zona euro (scesa a marzo allo 0,5%), la BCe si attende un certo incremento in aprile, connesso in parte alla variabilità dei prezzi dei servizi nel periodo intorno a Pasqua. Nei mesi seguenti l'inflazione dovrebbe restare contenuta, per poi aumentare gradualmente nel corso del 2015 e raggiungere livelli prossimi al 2% verso la fine del 2016. Il consiglio direttivo ritiene che i rischi per le prospettive sull'andamento dei prezzi, sia al rialzo che al ribasso, siano limitati e sostanzialmente bilanciati nel medio periodo.

L'azione della Bce
Alla luce di questo contesto, il board della Bce "è fermamente determinato a mantenere un elevato grado di accomodamento della politica monetaria e a intervenire con prontezza, se necessario". 'istituto guidato da Mario Draghi non esclude un ulteriore allentamento della politica monetaria e ribadisce con fermezza che continua ad attendersi tassi di interesse di riferimento su livelli pari o inferiori a quelli attuali (0,25%) per un prolungato periodo di tempo. Non solo. Il consiglio "è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nell'ambito del suo mandato per far fronte con efficacia ai rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione", prosegue il bollettino. Nella conferenza stampa di Mario Draghi, che aveva seguito la decisione della Bce di confermare la sua politica monetaria, era emerso l'ipotesi di un possibile quantitative easing all'europea.
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