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Bce: pronti a intervenire, consiglio unanime a utilizzare strumenti non convenzionali

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La Banca centrale europea (Bce), che nell’ultima riunione ha confermato la sua politica monetaria,  ribadisce la sua disponibilità ad agire se necessario con un taglio dei tassi di interesse, ma non esclude nemmeno l’utilizzo di strumenti non convenzionali. “Il consiglio manterrà un elevato grado di accomodamento monetario e interverrà con prontezza, se necessario, attraverso un ulteriore allentamento della politica monetaria”, si legge nel bollettino mensile, diffuso oggi. La mossa potrà consistere in un taglio dei tassi, previsti su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, ma anche a misure straordinarie, così come evocato dal presidente Mario Draghi lo scorso 8 maggio: “il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nell’ambito del suo mandato per far fronte con efficacia ai rischi connessi con un periodo troppo prolungato di bassa inflazione”. La Bce precisa che ulteriori informazioni e analisi saranno accessibili agli inizi di giugno, quando verranno diffuse le sue nuove stime su crescita e inflazione della zona euro.
Al momento la Bce conferma per la zona euro una moderata ripresa e un prolungato periodo di bassa inflazione. In particolare, “l’inflazione dovrebbe mantenersi attorno ai bassi livelli attuali nei prossimi mesi, per poi aumentare solo gradualmente nel corso del 2015 e raggiungere livelli più prossimi al 2 per cento verso la fine del 2016”, si legge nel rapporto mensile. Per quanto riguarda invece la crescita, permangono rischi, sebbene orientati al ribasso. In particolare, “i rischi geopolitici nonché gli andamenti nei mercati finanziari mondiali e nei paesi emergenti potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche – si legge nel rapporto mensile della Bce – Altri rischi al ribasso includono una domanda interna inferiore alle attese e un’attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell’area, nonché una crescita più debole delle esportazioni”. In questo contesto, il direttivo della Bce si dice particolarmente attento ai rischi geopolitici e all’euro forte: “le possibili ripercussioni dei rischi geopolitici, nonché dell’evoluzione dei tassi di cambio saranno tenute sotto stretta osservazione“.
Intanto la Bce lancia un invito alle banche e ai singoli governi. Da una parte le banche devono sfruttare la valutazione degli stress test per migliorare la loro posizione patrimoniale e la loro solvibilità, “contribuendo così a superare eventuali restrizioni all’offerta di credito che possano ostacolare la ripresa”. Dall’altra, i singoli paesi dovranno non vanificare i progressi conseguiti nel risanamento delle finanze pubbliche, tenere fede agli impegni assunti nell’ambito del Patto di stabilità e crescita e allo stesso tempo implementare quelle riforme strutturali necessarie per sostenere la crescita e ridurre l’elevata disoccupazione.