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Bce: pronti a intervenire anche con strumenti non convenzionali

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La Banca centrale europea (Bce) è pronta a intervenire con strumenti non convenzionali, tra cui il quantitative easing, se la ripresa nella zona euro dovesse rallentare o se la bassa inflazione dovesse durare troppo a lungo. E’ quanto emerge dal bollettino mensile pubblicato questo mattina dalla Bce, confermando la volontà dell’Eurotower ad agire qualora le ultime misure adottate non dovessero portare i frutti sperati. Ossia se il taglio dei tassi al nuovo minimo storico e il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine, annunciati nella riunione dello scorso 5 giugno, si rilevassero insufficienti a sostenere il processo di erogazione del credito all’economia reale e a riportare i tassi di inflazione in prossimità del 2 per cento.
“I tassi di interesse di riferimento della Bce si attesteranno sui livelli correnti per un prolungato periodo di tempo”, si legge nel rapporto mensile della Banca centrale europea, che aggiunge: “Inoltre, se necessario, si interverrà con prontezza attraverso un ulteriore allentamento della politica monetaria. Il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”.
Ripresa economica ancora lenta
Oltre all’inflazione, a preoccupare la Bce è la lenta ripresa economica della zona euro, che resta “più debole delle attese”, almeno nel primo trimestre dell’anno. Sebbene i rischi per le prospettive economiche restino orientati al ribasso, non mancano. “I rischi geopolitici, nonché gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari mondiali, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche – avverte la Bce –  Altri rischi al ribasso includono una domanda interna inferiore alle attese e un’attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell’area, nonché una crescita più debole delle esportazioni”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la disoccupazione resta elevata nonostante qualche ulteriore segnale di miglioramento.